Gennaio-Febbraio 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 25 di base » di ciascun individuo, specificando altresì la necessità di « innalzare e migliora- re il livello delle competenze digitali in tut- te le fasi dell’istruzione e della formazione per tutti i segmenti della popolazione ». In questo contesto, tuttavia, le soluzioni approntate dall’ordinamento per far fronte allo squilibrio di mezzi tec- nologi attualmente esistente appaiono ancora insufficienti, nonostante lo stesso Legisla- tore abbia apertamente evi- denziato l’esistenza di detta problematica. Infatti, le già citate re- lazioni governative allega- te ai progetti di riforma poi confluiti nel D. Lgs. n. 179 del 2016 e nel D. Lgs. n. 217 del 2017 individuano, tra gli obiettivi di «lungo periodo» sottesi alla riforma del CAD, anche il superamento della « arretratezza tecnologica » del Paese nonché « dell’anal- fabetismo » della cultura di- gitale della cittadinanza, con particolare riguardo alle categorie a rischio di esclusione. A fronte di tali enunciazioni di principio, tuttavia, ci si è sostanzialmente limitati ad intervenire a livello normativo modificando il disposto dell’art. 8 del CAD - dedicato pro- prio alla « Alfabetizzazione informatica dei cittadini » - che attualmente dispone che lo Stato e, in generale, tutti i soggetti pubblici sono tenuti a promuovere « iniziative volte a favorire la diffusione della cultura digitale tra i cittadini con particolare riguardo ai mi- nori e alle categorie a rischio di esclusione, anche al fine di favorire lo sviluppo di com- petenze di informatica giuridica e l’utilizzo dei servizi digitali delle pubbliche ammini- strazioni con azioni specifiche e concrete, avvalendosi di un insieme di mezzi diversi fra i quali il servizio radiotelevisivo ». Non sono stati, viceversa, previsti nell’am- bito dell’articolata riforma del 2016-2017 né interventi strutturali per superare le carenze delle infrastrutture tecnologiche nazionali né puntuali interventi per tentare d’incre- mentare - in attuazione di quanto disposto tecnologiche e della provenienza geografica. Si tratta, dunque, di un problema di par- ticolare rilevanza - atteso che preclude un concreto ed effettivo sviluppo della cittadi- nanza digitale - ma anche ben noto, rispetto al quale tuttavia (come avremo modo di spe- cificare infra) l’ordinamento non è ancora riuscito ad approntare soluzioni adeguate. Cittadinanza digitale, digital divide e alfabetizzazione informatica: brevi spunti conclusivi La problematica del digital divide assu- me, allo stato, un’importanza tutt’altro che secondaria e ciò non soltanto in quanto li- mita l’effettività dei diritti di cittadinanza digitale ma anche in quanto le competenze digitali costituiscono, nell’attuale contesto globalizzato, un imprescindibile presupposto per lo sviluppo culturale, sociale ed econo- mico delle persone e, più in generale, del Paese. Basti, al proposito, evidenziare che la Raccomandazione del Consiglio europeo del 22 maggio 2018, relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente - dopo aver evidenziato come « le tecnologie svolgono un ruolo maggiore in tutti gli ambi- ti del lavoro e della vita quotidiana » rispetto al passato - inserisce le competenze in mate- ria di tecnologie digitali tra le « competenze

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