Gennaio-Febbraio 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 20 Sembra del pari significativo il richiamo, contenuto nell’art. 7, alla famiglia. È infatti anche questo un ambito nel quale scuola e famiglia, superando ogni antinomia e con- trapposizione reciprocamente delegittiman- ti, partecipino in qualche modo entrambe a percorsi formativi che, come recentemente ha ben indicato il professor Corradini, possa- no sviluppare « personalità e responsabilità sociale, sentimenti di empatia, rispetto, ap- partenenza e partecipazione» . Mi sia consentito, in nome della mia lunga esperienza di giudice dei ragazzi, indicare, almeno genericamente, l’esistenza di spazi a partire dai diritti e dal loro esercizio che possono prevedere interlocuzioni e intera- zioni tra scuola e giustizia minorile. Mi limi- to ad osservare che, soprattutto nelle zone più a rischio di questo Paese, la prevenzio- ne si fa in primo luogo con l’educazione e segnatamente con l’educazione ai diritti. In questo, ad esempio, vi può essere uno spa- zio di collaborazione della giustizia minorile con la scuola, la quale è molto migliore della narrazione che se ne dà comunemente ed ha ancora molte ulteriori possibilità che vanno sostenute e potenziate. Vorrei anche aggiungere un accenno al tema dei minori stranieri non accompagna- ti, oggi presenti in Italia in misura di circa 13.000, tutti o quasi tutti della fascia 16-17 anni e peraltro mal distribuiti sul territorio nazionale perché la maggioranza di essi (il 42%) si trova in Sicilia. Il discorso della sco- larizzazione si fa dunque molto complesso, ma l’educazione (di cui la scolarizzazione è parte centrale) è la cifra che definisce la qualità di un’accoglienza non solo assisten- ziale, alla quale concorre significativamen- te la figura del tutore volontario, introdotta dalla legge 47 del 2017: essa è una grande novità, ma rischia di divenire insignificante se non sostenuta. In conclusione, mi sembra che i termini di cittadinanza e Costituzione e il richiamo al tema dei diritti umani, coniugati nella con- cretezza del contesto storico attuale, costi- tuiscano una grande chance educativa che può dare importanti risultati: la pedagogia dei diritti è molto efficace anche ai fini di quella relativa all’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà. tuibile funzione sul versante dell’educazione delle nuove generazioni, in ciò massimamen- te realizzando ciò che, in un discorso del lontano 1950, diceva Piero Calamandrei: « La scuola come la vedo io è un organo costitu- zionale. Ha la sua posizione, la sua impor- tanza al centro di quel complesso di orga- ni che formano la Costituzione» ; dunque la scuola seconda un’esigenza di effettiva rea- lizzazione della democrazia che passa attra- verso la partecipazione responsabile di cit- tadini consapevoli dei diritti propri ed altrui. In tale contesto si colloca anche il tema dell’educazione civica nella scuola, già in- trodotta fin dal 1958 nella secondaria, allor- quando il Ministro della Pubblica Istruzione era Aldo Moro (DPR 13.6.1958 n. 585). Pro- prio Moro, peraltro, con un ordine del giorno votato alla Costituente all’unanimità aveva auspicato che la nuova Carta Costituzionale trovasse un posto adeguato nel quadro di- dattico della scuola di ogni ordine e grado per rendere consapevoli le nuove generazio- ni delle conquiste morali e sociali che si era- no compiute. Finora si è fatto poco, anche con le rifor- me più recenti. Un avvio alla sensibilizzazio- ne e formazione del personale si riscontra nel D.L. Gelmini n. 137\2018 convertito in legge 169\2018, cosiddetta legge della buo- na scuola, che allude a un potenziamento dello studio del diritto con maggiore spazio all’educazione della cittadinanza attiva. Nelle more della pubblicazione degli atti del Seminario, il 2 maggio 2019 la Camera ha approvato un testo unificato (AC 682, ché molte erano le proposte di legge presenta- te), attualmente all’esame del Senato (1264 A.S.). In esso, tra l’altro, si recupera l’idea di un insegnamento scolastico dell’educa- zione civica trasversale ma, nel contempo, anche con una sua qualche valenza curricu- lare e l’indicazione, in ciascuna scuola, nel primo e nel secondo ciclo di istruzione, di un insegnante referente e di coordinamen- to. Quanto ai contenuti appare significativa l’elencazione delle tematiche e, soprattut- to nell’ambito dell’insegnamento trasversa- le, il richiamo all’educazione stradale, alla salute e al benessere, al volontariato e alla cittadinanza attiva, nonché (art. 5) all’edu- cazione alla cittadinanza digitale.

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