Gennaio-Febbraio 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 19 L’ iniziativa lodevolmente promos- sa dai Maestri Cattolici e dall’U- CIIM, in collaborazione con l’Uffi- cio Nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università della Conferenza Episcopale Italiana, sul tema delle competenze in ma- teria di cittadinanza, coglie un contenu- to fondamentale del diritto all’educazione delle giovani generazioni: esso ha nell’e- ducazione alla cittadinanza democratica un suo specifico contesto di inveramento. I ragazzi non sono i cittadini di domani ma cittadini oggi. Ricordo il titolo di un libro dei primi anni novanta, dovuto ad Alfredo Carlo Moro, al quale si deve moltissimo in questo Paese, e non solo, relativamente alla elabo- razione del tema dei diritti dell’infanzia: «Il bambino è un cittadino», questo era il titolo di quel libro (1). Di fatto il peggior tradimento delle esi- genze educative delle persone di età minore è il rinvio a un domani indefinito della loro cittadinanza. Pertanto l’educazione, rectius : il diritto all’educazione, ha da essere declinato come educazione ai diritti umani e alla cittadinan- za democratica, che significa « educazione, formazione, accrescimento di consapevolez- za, informazione, pratiche e attività » che rendano capaci i ragazzi « di esercitare e di- fendere i loro diritti e le loro responsabilità democratiche nella società, di apprezzare la diversità e di giocare un ruolo attivo nella vita democratica, in vista della promozione e della protezione della democrazia e dello stato di diritto» : così la Carta del Consiglio d’Europa sull’Educazione per la Cittadinanza Democratica e l’Educazione ai Diritti Uma- ni, sez. I, p. 2 lett. a. Vale la pena ricorda- re che questo testo, adottato dal Comitato dei Ministri l’11 maggio 2010, contiene molti preziosi elementi indicativi dell’impostazio- ne culturale e attuativi dei percorsi educa- tivi. Vale la pena in particolare ricordare il richiamo alla contestualità tra « educazione formale » (intesa quale sistema strutturato di educazione e formazione); « educazione non-formale» , che mira a sviluppare un ven- taglio di abilità e competenza; « educazione informale » che significa il processo conti- nuativo di acquisizione di «attitudini, valo- ri, abilità e conoscenze dagli apporti e dalle risorse educative presenti nell’ambiente e nell’esperienza quotidiana». Del pari è evidenziata la stretta interrela- zione tra cittadinanza democratica e educa- zione ai diritti umani (ibidem, p. 3). D’altronde, la magna charta dei diritti del minore, vale a dire la Convenzione Interna- zionale di New York del 29 novembre 1989, agli artt. 28 e 29 aveva introdotto gli stessi fondamentali principi e delineato gli stessi contenuti del diritto all’educazione delle persone di età minore. Rispetto a tali obiettivi appare fondamen- tale il ruolo della scuola che ha una insosti- IL BAMBINO È UN CITTADINO... DA EDUCARE COME TALE Pasquale Andria, già Presidente del Tribunale per i minori a Salerno Interventi esposti nel seminario di studio promosso dalle associazioni professio- nali AIMC e UCIIM, in collaborazione con l’Ufficio nazionale della CEI per l’edu- cazione, la scuola e l’università (UNESU) sul tema «Le competenze in materia di cittadinanza» svolto in data 5 aprile 2019 in sede CEI a Roma (1) A lfredo C arlo M oro , Il bambino è cittadino , Murzia, Milano, 199.
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