Gennaio-Febbraio 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 9 P er fare questo percorso mi appoggio a una persona molto autorevole, che su questo argomento ha anche scritto un libro: «Il rischio educativo» (1). Sto parlando di don Luigi Giussani (1922-2005), il fondato- re di Comunione e Liberazione , sacerdote ed educatore molto seguito dai giovani nel Liceo dove insegnava, il «Berchet» di Milano (2). Il senso educativo della società contem- poranea va ripensato, questo è il punto di partenza, soprattutto per vedere di collo- care in questo senso educativo della società contemporanea la proposta educativa cri- stiana. A noi interessa questo, non tanto l’e- ducazione tout-court , ma l’educazione con un taglio cristiano, soprattutto oggi in cui assistiamo a una prevalenza di spinte funzio- naliste, ma soprattutto, nel dibattito sociale e culturale (3). Oggi viviamo in questo clima in cui tutto deve essere utile, funzionale a qualcosa e l’educazione non si vede a che cosa possa es- sere funzionale e così avanza questa deriva nichilista che proprio ci porta verso il nulla e pone a rischio i nostri ragazzi. Basta pensare al saggio di Galimberti «L’o- spite inquietante» (4). L’ospite inquietante che priva i nostri ragazzi di quegli ideali per cui valga la pena di vivere e alla fine dello stordimento generale nella droga o in altre vie, quello che resta è il nulla. Ecco perché allora questa rilettura, e la reinterpretazione, soprattutto da parte del soggetto che opera l’educazione, cioè l’uo- mo e in modo particolare noi come cristiani, dovremmo riscoprirlo nel senso di una «inno- vativa traditio », dal latino trādĕre … sapete che questo verbo ha due significati: affidarsi, tramandare, consegnarsi «nella notte in cui fu tradito», diciamo di Gesù, «in cui venne consegnato». Questo modo dell’«innovativa traditio », cioè della trasmissione che dobbiamo fare, deve tendere ad essere generativa, cioè a produrre vita, a produrre continuità. Allora questo don Giussani lo vede sotto due aspet- ti particolari, innanzitutto vede l’educazio- ne come un evento sapienziale, che matu- ra nell’incontro tra uomo e uomo e si apre all’infinitamente altro e questo infinitamen- te altro va a raggiungere l’uomo nella sua profondità, nella sua intimità, quello che noi amiamo chiamare il cuore dell’uomo come centro, dove tutto avviene, dove tutto parte e se vogliamo spostare il cuore come catego- ria biblica, sappiamo quanta importanza ha il « vi darò un cuore nuovo, toglierò dentro di voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne », che leggiamo in Ezechiele 36, 26. L’educazione come evento sapienziale che matura tra uomo e uomo. È chiaro che le persone sono rese mature attraverso al- tre persone. Non si può maturare da soli, ma noi maturiamo con il nostro relazionarci con gli altri, nel bene o nel male. Come dice un proverbio sudafricano, «le persone sono rese mature attraverso altre persone». La questione educativa oggi ha e costitu- isce un valore supremo di grande importan- za nella nostra società e quindi il dovere di EDUCARE: RISCHIO E GRAZIA Fra Giovanni Spagnolo, docente di Lettere (1) Relazione tenuta dal prof. fra Giovanni Spagnolo, all’UCIIM di Castelvetrano, il 6 aprile 2019 nella chiesa di san Domenico. Testo ripreso da registrazione e rivisto dall’Autore. (2) Cf. L uigi G iussani , Il rischio educativo , Milano, BUR, 2016. (3) Di grande aiuto, in questa mia riflessione, è stato l’articolo del prof. G iorgio C hiosso , professore di Storia dell’Educazione all’Università degli Studi di Torino, a commento del testo giussaniano Il rischio educativo , in www.disal.it (4) Cf. U mberto G alimberti , L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani , Milano, Feltrinelli, 2008.
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