LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2022 34 Evoluzione e rivoluzione: la sintesi dei sessant’anni che hanno trasformato un progetto di connessione tra quattro computer di università statunitensi, destinato a scambiare e immagazzinare dati tecnico-scientifici, in una Rete che lega oltre 5 miliardi di persone e ha sconvolto abitudini quotidiane e metodi di studio e lavoro, imposto nuovi stili e comportamenti, azzerato distanze. Fino a creare dipendenza in duplice accezione: imprescindibilità preziosa ancorché talvolta eccessiva nella società di oggi oppure letterale, negativa assuefazione in talune frange delle nuove generazioni, specie in taluni Paesi caratterizzati da una trasformazione economica e tecnologica velocissima. Accantonando al momento l’analisi di criticità estreme, è innegabile un cambiamento profondo e diffuso, poiché l’esposizione costante ai supporti digitali detta un modo diverso di vivere e perfino incide sul sistema nervoso dell’uomo: perdiamo in concentrazione, assediati come siamo da notifiche legate a realtà diverse da quelle in cui siamo immerse, e perdiamo in memoria potendo accedere ormai facilmente a informazioni che ci restano tuttavia estranee. Stralci da studi scientifici che non intendono demonizzare o allarmare, valutano semplicemente e forse avvisano, certo non disconoscono i molteplici vantaggi di internet, piuttosto spingono a riflettere sulla moderazione e sull’equilibrio, determinanti come in altre mille casi per delineare i confini tra uso e abuso, consentire di sfruttare qualità infinite senza cedere ai difetti e in particolare al più evidente, la schiavitù digitale. Immaginiamo, per capire la portata e importanza della Rete, un lockdown in epoca precedente: attività scolastiche e professionali interrotte, un profluvio di solitudini e isolamenti. Opportuno rimarcarlo a fronte di imputazioni sull’essere soli, di fatto, davanti a uno schermo: al contrario, le relazioni sociali sono andate avanti, talvolta fortificate, con strade deserte, negozi chiusi e aule vuote. Vero, nessuno nasconde che tra gli aspetti sociali della nostra quotidianità appesa alla Rete – già la percezione del nome ci ha cambiati: prima evocavamo strumenti da pesca o recinzioni o porte da calcio – ci sia una tendenza al chiudersi in se stessi (se A guarda un film, B chatta, C videochiama e D sente musica capita che annullino l’interazione diretta pur dividendo uno stesso luogo) ma il dialogo in apparenza perduto è recuperabile e in compenso ne sbocciano di nuovi. La Rete permette infatti conoscenze e condivisioni sterminate, senza più i vincoli di spazio che coinvolgevano le generazioni passate, limitando i rapporti esterni a occasionali incontri coltivabili solo attraverso contatti radi, essenzialmente telefonici o epistolari. I social, poi, sono specchio ancora più limpido d’un modo nuovo di rapportarsi e condividere, confrontarsi e imparare, far conoscere inclinazioni ed arti, ovviamente anche qui con controindicazioni che impongono la tutela delle fasce e dei soggetti più fragili: le interazioni circoscritte perlopiù in uno spazio, se da una parte limitanti, garantivano dall’altra un’identificabilità chiara e offrivano quindi strumenti di conoscenza «reale», scongiurando i casi di identificabilità finta o multi. Tra gli effetti della rivoluzione sociale, quella che ha cambiato il nostro mondo EVOLUZIONE DEL WEB E DI INTERNET DA INFRASTRUTTURA DI COMUNICAZIONE A FENOMENO DI MASSA DI INTERESSE SOCIOLOGICO Tommasina Barilà, docente di lettere, formatrice UCIIM
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