La Scuola e l'Uomo - n. 11-12 Novembre-Dicembre 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2021 33 Per questo motivo, un aumento della ve- locità che al guidatore può sembrare non ec- cessivo può dare luogo a effetti imprevisti e spesso gravi. Alle alte velocità, l’attrito tra pneumatici e asfalto rischia di diventare insufficiente, soprattutto se l’asfalto è ba- gnato: l’automobile non riesce a seguire la traiettoria curvilinea e sbanda, uscendo di strada «per la tangente». Quando si è alla guida, bisogna fare attenzione a questo peri- colo, che vale anche per i ciclomotori. L’automobile che percorre un moto rota- torio e i suoi passeggeri avvertono una forza che la «spinge» verso l’esterno. In realtà su- biscono l’azione della forza centripeta diret- ta verso il centro della rotazione. Tuttavia, sentono una forza che agisce con la stessa direzione e intensità, ma nel verso opposto, detta forza centrifuga. È una «forza appa- rente» che si genera perché il sistema di ri- ferimento in moto rotatorio non è un sistema inerziale. Questa forza è una conseguenza dell’iner- zia dei corpi in moto curvilineo, i quali tendo- no a procedere con moto rettilineo uniforme: in effetti, appena cessa l’azione della forza centripeta, i corpi tendono a proseguire in direzione tangente al moto rotatorio. Quando si viaggia in automobile, le stesse forze che sono causa di pericoli nelle curve contribuiscono ad aumentare la nostra sicu- rezza. Infatti, le cinture di sicurezza funzio- nano proprio sfruttando gli effetti della forza centrifuga. SCHEDA SPERIMENTALE: IL TEMPO DI REAZIONE UMANO Il « tempo di reazione » è l’intervallo di tempo che il sistema nervoso umano impiega per reagire a uno stimolo. Nel migliore dei casi, questo intervallo è di un decimo di se- condo, ma può essere anche due o tre volte maggiore. È un problema fisiologico che ha importanti conseguenze in campo sportivo e nell’ambito della sicurezza stradale. Con questa esperienza ci proponiamo di misurare il tempo di reazione umano, grazie a un semplice cartoncino rettangolare, lungo circa 50 cm e largo 10 cm. Procedimento • Traccia una «linea di riferimento» paral- spettata e permette di scongiurare gravissimi danni a cose e persone! Le attenzioni alla sicurezza riguardano ogni tipo di mezzo di trasporto, dalle bici- clette fino agli aerei. Bisogna fare attenzio- ne perfino quando si va a piedi, per esempio attraversando le strade in sicurezza e senza distrazioni. Il rispetto dei limiti e delle norme non è un freno allo sviluppo, perché si traduce in: • minori incidenti , che sono la causa di no- tevoli danni materiali e umani, • minori consumi energetici e quindi note- voli risparmi economici, • minori inquinamenti , con grande vantag- gio della salute umana. In definitiva, solo l’attenzione a un tra- sporto sicuro e sostenibile porta veri vantaggi per l’economia. Dispositivi che ci salvano la vita Una partenza accelerata la avvertiamo co- me una spinta all’indietro, perché il nostro corpo tende a rimanere fermo nella posizione iniziale. Tale effetto è contrastato dal pog- gia-testa applicato sul sedile. Una brusca frenata produce un balzo in avanti del corpo, il quale tende, sempre per inerzia, a proseguire il movimento con la velocità che aveva l’automobile prima di iniziare la frenata. Ecco perché occor- re tenere sempre allacciate le cinture di sicurezza . Anche gli airbag intervengono per attuti- re gli urti derivanti dai movimenti improvvisi causati dall’inerzia. Infine, si deve essere indossare il casco quando si viaggia su un motociclo, per difen- dere la testa dagli urti che possono derivare da incidenti o da cadute, dove l’inerzia ha sempre un ruolo importante. Forza centripeta/centrifuga La forza centripeta che permette a un’automobile di percorrere una curva è dovuta all’attrito tra i suoi pneumatici e l’asfalto. Dato che la forza centripeta è legata alla velocità da una proporzionalità quadratica, se un’auto raddoppia la sua velocità in cur- va, la forza centripeta risulta quattro volte superiore.
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