La Scuola e l'Uomo - n. 11-12 Novembre-Dicembre 2021

00193 Roma, Via Crescenzio, 25 - Tel. 066875584 - Poste Italiane spa spedizione in abbonamento postale D.L. 353/03 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) ART. 1 COMMA 1 MP-AT/C/RM/ Inviato in omaggio ai soci dell’UCIIM Riflessione per il Santo Natale Il mistero del Natale, dell’Incarnazione del Figlio di Dio fatto uomo nel grembo di Maria, in cui si riaccese l’amore di Dio per noi, è il mistero più dolce e nello stesso tempo più importante della nostra fede. Questo mistero ci proietta verso tutta la vicenda umana di Gesù, nato a Betlemme, vissuto a Nazaret nel nascondimento, annunciatore dell’avvento del Regno di Dio nella sua persona, morto sulla croce a Gerusalemme e risorto ed asceso al cielo. Ricordiamo l’ultima pagina della Divina Commedia (Canto 33 del Paradiso, vv. 124-145). Dante fissa il secondo cer- chio trinitario, quello riflesso dal primo, e gli appare raffigurato al suo interno, con lo stesso colore della natura divina, dall’immagine di un uomo. E si concentra tutto in essa, nella persona del Cristo risorto, nel figlio di Maria. Dante fa comprendere che l’incarnazione del Verbo è il mistero centrale della nostra fede, perché ci spalanca tutta la realtà divina: sente il brivido emotivo della sua intelligenza che cerca di capire come l’immagine di un uomo, Cristo, si adatti al cerchio divino e come possa trovare posto in esso. Ma la sua ragione, nonostante tutto il suo sforzo, non è adeguata a compren- dere: solo una folgorazione, un lampo di luce divina realizza il suo desiderio di immergersi nel mistero di Cristo, il Verbo fatto carne, il figlio di Maria, termine estremo di tutti i suoi desideri. Egli si sente ora pienamente appagato e inserito armonicamente nel movimento divino, come una ruota che si muove in moto circolare uniforme, animato da «l’amor che muove il sole e l’altre stelle». Questa riflessione ci aiuta a comprendere meglio anche il pensiero di Sant’Agostino che ci aiuta a meditare lo stupendo mistero dell’Incarnazione, ossia la natura divina ed umana della seconda Persona della Santissima Trinità, del Verbo di Dio fatto carne per la nostra salvezza. Possa davvero il Santo Natale essere per noi una festa che ci invita a gioire insieme nelle nostre famiglie, ad essere in qualche modo anche noi degli Angeli che con la loro intelligenza ed il loro amore salgono e scendono sul Figlio dell’Uo- mo, su Gesù Bambino, Verbo fatto carne, che con la sua incarnazione, morte e resurrezione inserisce la nostra natura nel mistero trinitario di Dio e ci comunica la sua vita! P. Giuseppe Oddone A tutti voi giunga l ’augurio più sincero di Buon Natale e Buone Feste La Presidenza nazionale

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