La Scuola e l'Uomo - n. 11-12 Novembre-Dicembre 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2021 27 rendendo più flessi- bile tutto il sistema, adeguare il personale al PTOF e non vice- versa, stabilizzando un organico di istituto per almeno tre anni e consolidando il «po- tenziamento», che c’è già e che si teme possa essere revoca- to, potendo riassorbi- re anche la mobilità, che può variare in base al numero de- gli studenti, ammini- strato dall’autonomia scolastica. Oggi infat- ti la variazione del numero degli alunni co- stituisce una variabile dipendente dalle ore del curricolo nazionale e del relativo fabbi- sogno di docenti. In questo modo sarà possibile contempe- rare gli spazi che con la didattica digitale, i laboratori, l’alternanza con le aziende, ecc. dovrebbero andare oltre le aule, con me- trature flessibili, con i gruppi, che possono coinvolgere anche classi dello stesso o di di- versi livelli, da mettere in relazione con gli orari, che potrebbero costituire il riferimen- to per la mobilità di accesso e di uscita dalla scuola. Così sarà più facile anche disporre interventi per la sicurezza. Il team di docenti non deve dismettere la preoccupazione pedagogica e deve comun- que prendere in carico gruppi di alunni, per la progettazione e la valutazione, dove il sistema dei crediti formativi dovrà sostituire prima o poi la valutazione sommativa. La prova generale è stata fatta con l’esame di maturità appena trascorso, più in linea con le indicazioni europee. classi soprattutto nelle zone in cui perlopiù era in atto uno spopolamento. Risultato, e l’emergenza pandemica lo ha evidenziato ancora di più, che nei centri urbani c’era una sovrappopolazione con una carenza di spazi e nelle zone periferiche e rurali le strutture sarebbero in grado di accogliere gli alunni con maggiore sicurezza, ma devo- no chiudere. In entrambi i casi si tratta, come si è det- to, di scarsi investimenti ed anche le risorse aggiuntive attribuite con il recente decre- to «sostegni bis» non sono state in grado di risolvere il problema, in quanto tanti altri buchi, in primis l’aumento delle nomine ed altre emergenze economiche delle scuole, hanno assorbito le risorse e il guardiano dell’economia continua a tiranneggiare sul- le previsioni strutturali del bilancio per il settore. Ma le classi sono ancora così importanti nell’organizzazione delle scuole? La risposta sarebbe semplice se ci fosse un progressi- vo adeguamento delle risorse: forse con il PNRR, ma se così non fosse torne- remo al punto di partenza, con o senza distanzia- mento. Si può fa- re qualche altra cosa? Applicare il regolamento del l ’autonomia (DPR 275/1999)
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