La Scuola e l'Uomo - n. 11-12 Novembre-Dicembre 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2021 25 altre minoranze religiose? «L’antisemitismo è insito nell’animo dei poveri di spirito» (L. Segre) e «degli uomini non pensanti» (L. Picciotto). L’amministrazione scolastica ha indicato una molteplicità di formule che, coniugate con strumentali interessi logistici ed econo- mici, favoriscono l’allontanamento e l’asten- sione. Di fatto una rilevante percentuale di ragazzi e adolescenti non è messa in condi- zione di coltivare un importante aspetto del- la piena maturazione personale. È cosa buona che lo Stato abbia cura delle nuove presenze religiose in Italia, dovute alle recenti migrazioni, ma ciò non può dipendere solo da ragioni politiche; è importante che ri- spetti il diritto alla promozione religiosa an- che di coloro che non si avvalgono dell’IRC, attuando formule anche integrate ma con contenuti di autentico significato religioso. Alcuni incontri tra rappresentanti di diver- se religioni in dimensione ecumenica hanno dimostrato che ciò è possibile anche se in prospettiva di lungo termine. L’introduzione dell’autonomia scolastica avrebbe dovuto agevolare l’impostazione del problema e rischia di risolversi in vuoti schemi organizzativi, che mortificano il si- gnificato di un’autentica educazione religio- sa. Di fronte al serpeggiare di varie forme di intolleranza, quella religiosa rappresenta un rischio costante per la pace fra i popoli. Ci sono condizioni di identità e di appar- tenenza religiosa che, se rispettate, posso- no favorire un approccio interculturale nel segno della tolleranza, altrimenti le nuove forme di convivenza possono diventare ri- schiose per il contrapporsi di integralismi religiosi. L’antisemitismo è presente nelle nostre società assieme ad altre forme di intolleranza e testimonia che non bastano guerre crudeli e stragi disumane per elimi- narlo. Sembra trasmettersi di generazione in generazione come un virus irrefrenabi- le. L’unica speranza per la società futura risiede nell’educazione per far scoprire il senso vero dell’umanità e dei suoi valori. L’intolleranza e il pregiudizio assumono forme mutevoli ma provengono dalle radici dell’ignoranza e dell’odio. La scuola, dopo la famiglia, è centrale al percorso di pro- mozione integrale della persona attraverso le educazioni religiose autentiche. Dio gra- disce quanti in buona fede lo cercano; l’in- segnamento religioso, non il proselitismo, dovrà porsi come ricerca della verità di Dio e del senso vero della vita umana. La convinzione religiosa ha i suoi ger- mi nell’ambito della famiglia e può trovare adeguato sviluppo a scuola, con programmi e progetti bene graduati per complessità di contenuti e per stili didattici secondo ogni grado e ordine di scuola. Agli insegnanti va riconosciuta pari dignità con i colleghi de- gli altri insegnamenti perché la formazione integrale viene da conoscenze che hanno lo stesso valore e non dividono l’unità della per- sona. La sorgente di tanti mali per l’umanità è stata l’idea che ci fossero popoli superiori e popoli inferiori e che questi ultimi fossero funzionali ai primi. Si consideri bene la compenetrazione di fede e conoscenza, di fede e ragione, che va rispettata sia come scelta dello studente che come manifestazione della sua sensibilità. L’amministrazione scolastica dovrà impe- gnarsi per restituire all’aspetto religioso del- la formazione personale e professionale quel carattere di generalità e pari dignità che fino ad oggi sia la negligenza che l’intolleranza ideologica hanno mortificato. La Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo ( …ogni uomo ha diritto alla liber- tà di pensiero, di coscienza e di religione… ha la libertà di manifestare… la propria re- ligione o il proprio credo… ogni individuo ha diritto all’istruzione… che dev’essere indi- rizzata al pieno sviluppo della personalità umana… ) e la Costituzione della Repubblica italiana ( …tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge… tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma… la scuola è aperta a tutti… ) hanno sancito in modo inequivocabile il diritto alla formazio- ne completa. Troppe disposizioni ministeriali hanno cre- ato i presupposti al non fare piuttosto che all’adempiere. «Ma c’è un problema di liber- tà» -si dice. Vero, ma non c’è libertà di non conoscere e non capire, perché in tal caso la scuola favorirebbe lo stato di ignoranza e irresponsabilità, fonte di quasi tutti i mali della società.

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