La Scuola e l'Uomo - n. 11-12 Novembre-Dicembre 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2021 21 O rmai da qualche anno il concetto di «bi- narismo sessuale», che divideva il mon- do in due categorie sessuali, è stato superato dal concetto di «spettro di genere». Non esiste solo il genere maschile e femmini- le, ma tante sfumature di genere, che hanno portato alla diffusione di una nuova termino- logia utilizzata nel mondo della sfera sessua- le. Alcuni termini come gay o lesbica, hanno origini molto lontane: il termine lesbica deri- va dall’isola di Lesbo, dove visse la poetessa Saffo, che enfatizzò i temi legati all’amore per la bellezza femminile e all’amore tra le donne. Il termine gay deriva dal francese an- tico e, inizialmente, significava allegro, anti- conformista, solo successivamente ha assunto il significato che attualmente gli si attribui- sce. Il termine di omosessualità si diffonde a fine ottocento, per indicare la presenza di in- teresse, affetto, attrazione e attività sessua- le con persone dello stesso sesso. In questo periodo si assiste anche all’approfondimento della concezione biologica del sesso con un crescente interesse della classe medica in questo campo, concentrandosi sugli aspetti interni che determinano la differenziazione sessuale e tralasciando l’aspetto del corpo. È difficile ricondurre l’omosessualità ad una sola dimensione e bisogna tener conto dell’identità sessuale, che è un aspetto fon- damentale dell’orientamento sessuale accan- to all’attrazione sessuale e al comportamento sessuale. L’identità sessuale è un complesso costrut- to psicologico, una dimensione soggettiva e intima che nasce dall’intrecciarsi di aspetti biologici, psicologici, socio-culturali ed edu- cativi che rendono la persona ciò che è. Si possono distinguere quattro livelli che compongono l’identità sessuale: il sesso bio- logico, l’identità di genere, il ruolo di genere e l’orientamento sessuale. Dal punto di vista biologico, il sesso cor- risponde alla presenza di condizioni geneti- che sessuali maschili piuttosto che femminili, causate dalla presenza di cromosomi sessuali (XY o XX) che daranno alla persona caratte- ristiche anatomiche e fisiologiche specifiche. Il sesso biologico è definibile, infatti, at- traverso fattori genetici, il corredo cromoso- mico dello zigote; differenziazioni delle gona- di in ovaio e testicolo; produzione ormonale e fenotipo, cioè il complesso dei caratteri fisici esterni di un individuo. L’azione ormonale può dipendere soprat- tutto da fattori biologici ma anche da fattori sociali e relazionali, pertanto i livelli ormona- li sono soggetti ad un’importante variabilità individuale. L’identità di genere indica come la per- sona si autopercepisce, un continuo e persi- stente senso di sé come maschio, femmina o come appartenente a un genere alternativo/ indefinito. Non sempre il genere coincide con il sesso biologico. Si parla di «disforia di genere», sofferen- za clinicamente significativa, quando già du- rante l’infanzia è evidente un discostamento tra le caratteristiche fisiche e la percezione di appartenenza sessuale, che porta ad un’i- dentificazione con il sesso opposto e un ir- refrenabile desiderio di appartenervi; ciò può essere associato a una compromissione in ambito sociale, lavorativo ed in altre aree importanti. Il ruolo di genere è l’insieme di compor- tamenti, parole, azioni adottati per indicare agli altri o a sé l’appartenenza a un genere; rappresenta l’aspetto esteriore dell’identità di genere. L’orientamento sessuale indica l’attrazione fisica ed emotiva di un individuo verso un’al- tra persona. Può essere omo, etero, bisessuale ed è in- dividuale e inseparabile dalla personalità. Grazie al concetto di identità sessuale, possiamo quindi comprendere come i com- IL DIFFICILE CAMMINO PER CONOSCERE E ACCETTARE SÉ STESSO E L’ALTRO Domenico Magro, Medico chirurgo, esperto nazionale UCIIM
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