La Scuola e l'Uomo - n. 11-12 Novembre-Dicembre 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2021 19 categoria, la mancanza di un percorso spe- cificamente professionalizzante per i futuri insegnanti di scuola secondaria in fase uni- versitaria facilita il fenomeno della scelta residuale di questo mestiere, con conse- guenze anche sulla qualità e sull’immagine collettive. Oltre all’esigenza di misure idonee di po- litica scolastica, di organizzazione del lavo- ro e di formazione iniziale/reclutamento, ci sono ambiti nei quali gli insegnanti stessi possono provocare miglioramenti in forma diretta: la qualificazione in servizio, lo svi - luppo personale, la creazione di un ambien- te sociale accogliente e collaborativo. 4. A livello individuale, si possono di- stinguere strategie di adattamento positi- ve e negative rispetto alle sfide educative dei nostri tempi. Di fronte a situazioni che si presentano insostenibili, si può reagire in varie forme: o assumere consapevolezza del problema e mettere in atto strategie di fronteggiamento , oppure limitarsi a negare i problemi, ricorrendo a meccanismi difensivi ed a strategie di fuga come l’apatia e l’inat- tività, o a reazioni palliative, come l’assun- zione di sostanze (alcolici, caffè, sigarette ecc.) o di farmaci. Conoscere sé stessi dal punto di vista umano, fisico e professionale è sempre una buona base per ogni progresso. Come gli sportivi, i cantanti lirici ecc. ogni profes- sionista trae vantaggio dal conoscere i fat- tori che facilitano o danneggiano le proprie prestazioni. Occorre aere cura di sé, rico- noscere eventuali manifestazioni di disagio psico-fisico, non sottovalutare né negarne eventuali segnali. Non tutte le persone che condividono uno stesso ambiente lavorativo e le stesse condi- zioni professionali sviluppano atteggiamenti di disaffezione e di burnout ; ciò è correlato a diversi fattori, fra i quali le modalità di percezione dei problemi, i costrutti di per- sonalità (componenti emotive, stile inter- personale, concezione di sé), al metodo di gestire le situazioni, al patrimonio valoriale e alle aspettative nei confronti della pro- fessione. Incidono sul livello di soddisfazio- ne personale del lavoratore fattori come la specifica collocazione individuale nell’am - biente di lavoro, la posizione nel gruppo dei cio va posto in questo campo, predisponen- do: introduzione graduale e non improvvisa- ta delle innovazioni, contrasto al precariato, spazi di carriera con specializzazione delle figure professionali che assumono responsa - bilità specifiche, stato giuridico- economico con salari corrispondenti all’importanza che la funzione docente riveste per la società, in rapporto con l’alta qualificazione. Le prospettive di valutazione e la cosid- detta valorizzazione del merito costituisco- no una forma ulteriore di pressione, poiché si paventano forme invasive e poco attendibili di giudizio che creano perenne insicurezza. La giusta esigenza di qualità dell’opera for- mativa non deve portare a prassi valutative standardizzate omogeneizzanti, da sostitui- re con monitoraggio trasparente e solidale, nel rispetto della privacy , avendo chiaro che si stanno muovendo ancora i primi passi per individuare criteri attendibili di qualità. 2. Alcune forme di disagio trovano le loro cause in dinamiche interne al lavoro, a cominciare dall’ organizzazione talvolta disfunzionale (orari, tempo per attività con- siderate senza significato, riunioni vuote), alle carenze nelle strutture edilizie e nelle attrezzature (che sono a carico del lavora- tore nello smart working ), allo scarso sup- porto tecnico- amministrativo. A volte inse- gnanti e dirigenti lavorano in condizioni da incubo anche per ragioni burocratiche, oltre che per i problemi oggettivi. Per fare in modo che gli insegnanti pos- sano lavorare bene, servono condizioni di lavoro dignitose, con un’organizzazione che consenta tempi per la cura di sé e per lo sviluppo professionale. 3. La disaffezione e il burnout sono favo- riti dal sentirsi impreparati di fronte alle dif- ficoltà quotidiane e alle sfide sempre nuove, soprattutto nei primi anni di servizio, anche da supplenti. L’insicurezza può essere ridot- ta con una formazione iniziale e in servi- zio più idonee dei docenti e dei dirigenti; solidi percorsi formativi in ambito discipli- nare, pedagogico (didattica, metodologia), relazionale (comunicazione, gestione dei conflitti, alfabetizzazione emotiva), tecno - logico hanno un impatto cruciale. Mentre un’elevata qualificazione è sem - pre anche componente del prestigio di una

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