La Scuola e l'Uomo - n. 11-12 Novembre-Dicembre 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2021 15 I n un periodo di prolungata emergenza pan- demica, appesantito non poco dal genera- le rischio di incoerenza e vulnerabilità, è stata richiesta anche al mondo della scuola una forte determinazione, unita a coraggio e speranza educativa. Mi piace pensare che, in questo scenario costantemente in evoluzione, stia emergen- do in nuce un nuovo profilo di docente, i cui caratteri identitari sono già molto ben im- pressi nella pratica didattica ordinaria, che potremmo definire germoglio di bene . In tempi di Coronavirus, dunque, è come se fosse emersa una pro-vocazione, scaturita da approfondimenti più o meno spontanei, più o meno formali, per dire che questa è la nostra scuola e questa è la scuola che amia- mo, malgrado l’immensa mole di difficoltà e incomprensioni, superata con responsabilità, equilibrio, senso di appartenenza all’Istitu- zione e soprattutto con professionalità. Per esprimere tutto questo, talvolta, cia- scun docente si è servito di parole. Spesso sono stati più eloquenti i suoi silenzi, le sue riflessioni inespresse che ora prendono forma e vita in questa mia riflessione dedicata a chi non si è mai perso d’animo e ha creduto fortemente nel «mestiere di vivere in aula» e non di «sopravvivere all’aula». «Coltivare» l’animo umano esige una vi- sione equilibrata e integrata di quanto offer- to dai processi formativi. Esistono, infatti, apporti indirettamente spendibili, ma certa- mente fondamentali per arricchire la persona da molti punti di vista. È risaputo quanto una genuina esperienza dei beni dello spirito co- me il vero, il bene, il bello, il giusto - come gli Esperti suggeriscono - implica lo svilup- po di uno spazio interiore, che permetta nel tempo di penetrarne sempre più in profon- dità il valore e di coglierne sempre meglio la connessione con il senso e la prospettiva della propria esistenza. La situazione difficile e complessa, che si è venuta a creare, impone un cambio di passo e di prospettiva: molti sono in trincea, in pri- ma linea e vogliono rimanerci per esaminare punti di forza e di debolezza, esempi di una professionalità condotta dal vento lieve della quotidianità di una pratica che prima di tutto deve essere passione per la persona. Com’è noto, acquisire consapevolezza del- le proprie emozioni è diventato prerequisito indispensabile, oggi più che mai, per modula- re e gestire le relazioni con gli altri in maniera adeguata, per gli Alunni come per i Docenti. Da tutto ciò. scaturisce il percorso didat- tico ispirato al testo Intelligenza emotiva a scuola (1) c he mi è sembrato opportuno pro- porre alle mie classi al fine, di aiutare gli allievi a: — creare un clima di classe sereno e inclu- sivo, favorendo l’espressione e la condivi- sione emotiva a partire da attività signi- ficative e vicine al vissuto degli studenti; — incoraggiare atteggiamenti resilienti nella condivisione col gruppo dei pari e degli adulti di riferimento; — sviluppare autonomia e responsabilità e senso di appartenenza alla comunità; — affrontare con consapevolezza e serenità l’inedita e straordinaria situazione di na- tura medico-sanitaria, che persiste a cau- sa della pandemia da Covid19; — acquisire modalità alternative e compen- sative di relazione, in un’ottica di sviluppo di capacità di accomodamento ragionevo- le tra le diverse esigenze di varia natura; — acquisire capacità adattive rispetto alla complessità della realtà e alla differenza QUANDO LE EMOZIONI SONO PRESENTI Marilena De Pietro, Formatrice e Presidente sezionale UCIIM Parabita (1) U. M ariani , R. S chiralli , Intelligenza emotiva a scuola – Erickson 2012
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