La Scuola e l'Uomo - n. 11-12 Novembre-Dicembre 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2021 14 coraggiosa, gli stessi autori che avevano as- sunto posizioni molto critiche hanno ammor- bidito i toni, ammettendo la possibilità di una sorta di modello «misto» che - nel con- testo di un impianto organizzativo fondato sul principio dell’individualizzazione - possa prevedere anche spazi di personalizzazione che assumono un valore qualificante. Mai come in questo tempo di pandemia si è posto il problema di evitare forme di insegnamento eccessivamente trasmissivo e standardizzato, che riproponessero – stanca- mente – le peggiori modalità della didattica in presenza, semplicemente «traslocate» on line . Da più parti sono emerse istanze nella direzione di una mag- giore personalizza- zione, a partire dalle modalità con cui ci si potesse far carico di persone con disabili- tà o bisogni educativi speciali, che difficil- mente avrebbero po- tuto adeguarsi all’e- rogazione di pacchetti formativi standardiz- zati in DaD. Ancora una volta possiamo dire che è la prassi ad incalzare la teo- ria e a richiedere, in prospettiva, un ripen- samento complessivo delle modalità con cui la scuola stessa viene organizzata, in una logica che – so- cialmente e pedagogi- camente parlando- risponde al principio di sussidiarietà, a cui è dedicata l’ultima parte del volume ed in cui propongo una vera e propria Pedagogia della sussidiarietà, che può essere intesa come cifra interpretativa delle modalità con cui cerco di delineare il rapporto tra i diversi soggetti che hanno re- sponsabilità educative, anche alla luce della proposta teoretica di impianto personalista che viene presentata nella prima parte del volume e che costituisce la cifra pedagogica di chi scrive. tativo di ripensare radicalmente le modalità ordinarie del lavoro scolastico, centrandole sulla persona dello studente (personalizza- zione) e non sull’erogazione di un’offerta formativa standard da parte della scuola. Il Piano di Studi Personalizzato (PSP), si co- struisce progressivamente man mano che si palesa in modo concreto il tipo di percorso che è necessario compiere, con le relative Unità di Apprendimento (UA) per valoriz- zare al meglio le attitudini degli studenti, attraverso gli strumenti culturali disponibili a scuola e non solo. In tale stagione è sta- to anche molto significativo il dialogo tra il Servizio nazionale IRC della CEI e gli interlo- cutori ministeriali che stavano elaborando questo progetto isti- tuzionale, con rela- tiva concretizzazione sul piano didattico. Va detto che i profon- di cambiamenti nelle abituali prassi di in- segnamento e di orga- nizzazione del lavoro scolastico, che sareb- bero stati coerenti con una piena attua- zione del suddetto modello della perso- nalizzazione corag- giosa, generarono ri- luttanza di una parte significativa del corpo docente, il che - som- mato ad opposizioni di natura ideologica o basate su una diffe- rente concezione della scuola - portarono ad un sistematico lavoro di «smantellamento» dei dispositivi normativi sopra illustrati, sul piano normativo supportata - sul piano pe- dagogico - da quello che potremmo identifi- care come modello della Individualizzazione reattiva, ovvero un modello che riafferma le «ragioni» dell’individualizzazione, oppo- nendole a quelle della personalizzazione. In tempi più recenti, una volta che la normati- va scolastica aveva definitivamente abban- donato il modello della personalizzazione

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