La Scuola e l'Uomo - n. 11-12 Novembre-Dicembre 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2021 13 pieno sviluppo della persona umana (art. 3): dato lo stretto legame esi- stente fra gli ostacoli citati e quelli di ordine culturale, è ovvio ritenere che la scuola, nell’esercizio delle sue fun- zioni, sia parte di questa Repubbli- ca che «rimuove per promuovere» (Corradini, cit. in Porcarelli, 2021). Le leggi repubblicane che interpretano questo mandato costituzionale precisano anche – con diverse modalità e accenti – i tratti della missione educativa della scuola, il cui compito è quello di educare attraver- so l’istruzione, come emerge con chiarezza nella parte del volume (Porcarelli 2021) de- dicata alla missione della scuola. Il concetto viene anche meglio articolato attraverso una riflessione sul dibattito pedagogico tra la lo- gica della personalizzazione e quella della individualizzazione, che ha caratterizzato la pedagogia della scuola soprattutto nei primi tre lustri del XXI secolo. L’espressione personalizzazione compare sulla scena del dibattito pedagogico-didattico in una serie di contributi - apparsi a partire dagli anni Settanta del XX secolo - ad opera di Victor Garcia Hoz, il cui testo principale ( L’educa- zione personalizzata) rimane un punto di ri- ferimento imprescindibile, che ci offre una definizione-quadro per cui «l’educazione personalizzata risponde all’esigenza di sti- molare il soggetto affinché vada perfezio- nando la capacità di governare la propria vita o, in altri termini, di sviluppare la pro- pria capacità di rendere effettiva la libertà personale, partecipando con le sue carat- teristiche peculiari alla vita comunitaria» (Hoz, cit. in Porcarelli 2021). Particolarmente interessante dal nostro punto di vista è quello che potremmo identi- ficare come modello della personalizzazione coraggiosa, che ha avuto in Italia una sta- gione specifica, corrispondente alla XIV legi- slatura, in cui fu progettato e parzialmente attuato un progetto di riforma della scuola all’insegna della personalizzazione, che si caratterizzava anche per una nuova seman- tica, per cui i Programmi ministeriali venne- ro sostituiti dalle Indicazioni nazionali per i Piani di studio personalizzati. Non si tratta solo di un fatto terminologico, ma di un ten- al primo. Premesso che questa stessa defini- zione potrebbe essere oggetto di approfondi- mento pedagogico (Cfr. Porcarelli, 2021), ci limitiamo qui a segnalare come essa abbracci tutti i contesti formativi che rilasciano certi- ficazioni socialmente riconosciute (contesti formali), a partire dalla scuola che rappre- senta il contesto educativo formale per ec- cellenza ed a cui si collega quella parte del- la PS che prende il nome di Pedagogia della scuola. Il mondo dei contesti educativi non formali è ampio e variegato, ma potremmo citare – a titolo esemplificativo – tutti i con- testi di tipo associativo con finalità educati- ve esplicite (pensiamo ad esempio all’Azione Cattolica, gli Scout, ecc.), le Organizzazioni di volontariato (che si pongono sempre il problema di come formare coloro che ne fan- no parte, per consentire loro di svolgere il proprio servizio con competenza), ma anche gli ambienti professionali in cui si svolge una vera e propria formazione professionale (in servizio). Vi sono infine i contesti educativi informali, il primo dei quali è la famiglia, a cui si collega una Pedagogia della famiglia, che è chiamata oggi a misurarsi con sfide sempre più significative. Dalla Pedagogia sociale alla pedagogia della scuola: tra individualizzazione e personalizzazione La Pedagogia della scuola è una delle ar- ticolazioni della PS, non solo nel senso so- pra esposto (in quanto si occupa dei contesti educativi formali), ma nel senso che si inter- roga sui fondamenti della missione educativa della scuola, ovvero sul «mandato» che essa riceve dalla Repubblica, a partire dal testo costituzionale. La scuola ha innanzitutto il compito di «rimuovere gli ostacoli» che si oppongono al pieno sviluppo della persona umana e al suo inserimento nella vita sociale e lavorativa, come si può leggere in un pas- saggio molto chiaro di un testo di Luciano Corradini, che riprende – in questo – la lezio- ne di don Milani: L’attribuzione alla Repubblica del dovere di creare le condizioni («ri- muovere gli ostacoli di ordine eco- nomico e sociale») per garantire il

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