La Scuola e l'Uomo - n. 11-12 Novembre-Dicembre 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2021 10 È difficile scrivere, oggi, un articolo che non si apra con qualche considerazione sul tempo di emergenza che tutti stiamo vivendo e che rappresenta una sfida partico- lare, per il mondo della scuola, ma vi sono alcune ragioni per cui vorremmo proporre un altro percorso di riflessione. Spesso, infatti, si è tentati di cercare risposte immediate alle questioni urgenti, magari sperando di fornire facili «ricette» su come affrontare – ad esem- pio – la scuola in tempo di pandemia, la DaD, o i cammini di resilienza che le persone sono chiamate a compiere e si rischia di fermarsi alla superficie. Un professionista riflessivo, propenso alla formazione permanente (come sono in genere i docenti e dirigenti che ade- riscono all’UCIIM, Associazione professionale molto attenta alla cura del sé professionale di chi opera nella scuola), non può acconten- tarsi di un approccio superficiale, ma sentirà il bisogno di andare in profondità, per inter- cettare quelle sfide teoretiche che caratte- rizzano la riflessione pedagogica, ieri, oggi e sempre. Vi è anche una seconda ragione per cui abbiamo scelto tale impostazione, che è più specifica pensando ad un lettore «uciimi- no»: un approccio di tipo teoretico, attento alla dimensione epistemologica, ci permette di valorizzare in modo peculiare la lezione di Aldo Agazzi, che – oltre ad essere stato il se- condo Presidente nazionale dell’UCIIM (suc- cessore di Gesualdo Nosengo) – può essere considerato anche il «padre» della Pedagogia sociale (PS) in Italia e, in essa, acuto inter- prete di una Pedagogia della scuola di im- pianto personalista. Di tutto questo inten- diamo occuparci sinteticamente nel presente contributo, ma siamo consapevoli dell’am- piezza delle tematiche qui delineate, per cui rinviamo direttamente ad un ampio studio che abbiamo appena pubblicato sull’identi- tà della Pedagogia sociale e dei servizi alla persona (Porcarelli, 2021) (1), a cui rinviamo chi desiderasse approfondire. Il prender forma della Pedagogia sociale in Italia e il ruolo di Aldo Agazzi Il primo volume al mondo ad includere la denominazione Pedagogia sociale nel suo ti- tolo è di Paul Natorp ed è stato pubblicato nel 1899, ma sono occorse diverse decine d’anni perché tale disciplina si consolidasse sia nel dibattito pedagogico internazionale, sia – in un secondo tempo – a livello accade- mico. Oggi possiamo dire che tale posizione è consolidata, sia per la presenza di un cam- po di indagine (denominato Social Pedagogy ) che può vantare una consistente letteratura a livello internazionale, sia per una signifi- cativa produzione che caratterizza il mondo pedagogico italiano, soprattutto da quando la PS è parte integrante della denominazione del Settore scientifico disciplinare di cui fa parte anche la pedagogia generale (2) e sono presenti insegnamenti accademici di PS. Un ruolo significativo, soprattutto per il dibat- tito italiano, è stato giocato da Aldo Agazzi, UNA RIFLESSIONE SUI FONDAMENTI DELLA PEDAGOGIA SOCIALE PER CHI VIVE NEL MONDO DELLA SCUOLA: IL RUOLO DI ALDO AGAZZI Prof. Andrea Porcarelli – Università di Padova (1) A. P orcarelli , Lineamenti di pedagogia sociale e dei servizi alla persona , Studium 2021. (2) Ci riferiamo al settore M-PED 01, denominato Pedagogia generale e sociale
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