“…e quindi uscimmo a riveder le stelle” 38 Dante non rappresenta direttamente la bellezza di Maria: afferma di non avere gli strumenti linguistici adatti. La descrive però negli effetti che essa produce negli angeli e nei santi. Intorno a quel punto centrale di luce c’è un tripudio di angeli festanti ognuno con le sue ali aperte, ognuno diverso dall’altro nel suo fulgore e nel suo movimento armonioso. Ai loro canti ed alle loro movenze gioiose, Maria, definita qui con un termine astratto “una bellezza”, sorride; e la bellezza di Maria si riflette negli occhi di tutti gli altri beati che la contemplano con letizia, con luce di gioia, come delizia della loro vita. “E a quel mezzo, con le penne sparte, vid’ io più di mille angeli festanti, ciascun distinto di fulgore e d’arte. Vidi a lor giochi quivi e a lor canti ridere una bellezza, che letizia era ne li occhi a tutti li altri santi; e s’io avessi in dir tanta divizia quanta ad imaginar, non ardirei lo minimo tentar di sua delizia. Bernardo, come vide li occhi miei nel caldo suo caler (suo ardente oggetto d’amore) fissi e attenti, li suoi con tanto affetto volse a lei, che ’ miei di rimirar fé più ardenti”. (Paradiso XXXI, 130-142) San Bernardo, quando vede gli occhi di Dante fissi ed attenti in Maria, che fu il suo caldo oggetto di amore nella vita terrena e lo è ancora nel Paradiso, torna a rivolgere i suoi occhi alla regina del cielo con tanto affetto, che in questo gioco di sguardi gli occhi di Dante diventano ancora più ardenti nel rimirare, ossia nel continuare la contemplazione dellaVergine Santa nella gloria del Paradiso. Canto XXXII del Paradiso L’affetto a Maria è diffusivo e Bernardo e Dante si contagiano a vicenda; gli occhi di Dante e di San Bernardo sono fissi al volto della Regina del cielo, quando il santo contemplativo sente il bisogno di spiegare a Dante la disposizione degli spiriti nella mistica rosa e prende ancora l’avvio da Maria e dalla sua importanza nella storia della salvezza. Maria richiuse e risanò quella ferita del peccato originale che Eva, la madre di tutti i viventi, con la sua disobbedienza aperse ed incise profondamente nella stirpe umana. Eva, come beata del Paradiso, sta ai piedi di Maria. Se anche lei è tanto bella è perché la bellezza della Vergine Maria, obbediente al progetto di Dio, si è irradiata anche su di lei, peccatrice salvata dalla misericordia divina. «La piaga che Maria richiuse e unse, quella ch’è tanto bella da’ suoi piedi è colei che l’aperse e che la punse. (Paradiso XXXII, 4-6)
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=