EB_...e quindi uscimmo a riveder le stelle

“…e quindi uscimmo a riveder le stelle” 25 La cornice degli invidiosi Nella seconda cornice si trovano le anime di coloro che peccarono d’invidia. Ora essi sentono il vincolo della fraternità e della comunione dei santi e ne cantano le litanie, incominciando da Maria, la prima di tutti i santi: “E poi che fummo un poco più avanti, udia gridar: ‘Maria, ora per noi’ gridar ‘Michele e Pietroi e ‘Tutti i santi’”. (Purgatorio XIII, 49-51) Su queste anime che non possono vedere perché hanno gli occhi cuciti trascorrono voci che proclamano esempi virtuosi. Il primo modello di sensibilità e di attenzione al prossimo è quello di Maria che alle nozze di Cana spinge Gesù a compiere il primo dei suoi miracoli, dopo aver notato la mancanza di vino degli sposi: “La prima voce che passò volando ‘Vinum non habent’ altamente disse, e dietro a noi l’andò reiterando”. (Purgatorio XIII, 28-30) Questa voce squillante riecheggia e si rinnova in tutti i luoghi della seconda cornice e si collega alla beatitudine “Beati misericordes”, beati i misericordiosi, con l’aggiunta “Godi tu che vinci”, riferito a Dante ed a quanti con l’aiuto di Cristo e di Maria espiano e vincono il peccato di invidia (Cfr. Purgatorio XV, 36-38). La cornice degli iracondi Gli iracondi sono immersi in un buio totale causato da un fumo che non solo toglie loro completamente la vista, ma anche punge dolorosamente gli occhi. Essi cantano in coro l’ Agnus Dei. Dante ha la visione estatica del ritrovamento di Gesù nel tempio di Gerusalemme. Maria interroga Gesù con atto dolce di madre, non con il rimprovero di un animo irritato ed impaziente, ma con una domanda per comprendere perché Gesù abbia causato a lei ed a Giuseppe tanta angoscia. “Ivi mi parve in una visione estatica di subito essere tratto, e vedere in un tempio più persone e una donna, in su l’entrar, con atto dolce di madre, dicer: ‘Figliol mio, perché hai tu così verso noi fatto? Ecco, dolenti, lo padre tuo e io ti cercavamo’. E come qui si tacque ciò, che pareva prima, dispario”. (Purgatorio XV, 85-93) La mansuetudine di Maria è sottolineata anche dalla musicalità del ritmo disteso e pacato delle terzine e dall’attenzione focalizzata principalmente su di lei, invece che su Gesù, diversamente da quanto avviene nel racconto evangelico in cui è Lui il protagonista principale.

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