EB_...e quindi uscimmo a riveder le stelle

“…e quindi uscimmo a riveder le stelle” 22 collegata con “la bontà infinita” della misericordia divina, che accoglie Manfredi scomunicato che si pente in punto di morte: una faccia, un volto di Dio, che spesso papi e vescovi secondo Dante sono incapaci di comprendere e di leggere. “Ma la bontà infinita ha sì gran braccia che prende ciò che si rivolge a Lei”. (Purgatorio III, 122-123) Anche Bonconte da Montefeltro, capitano dei Ghibellini che furono sconfitti a Campaldino l’11 giugno 1289, ove nelle file avverse militava pure Dante, narra la sua tragica fine che avvenne alla confluenza del torrente Archiano con il fiume Arno, dopo che sul campo di battaglia fu ferito mortalmente nella gola. “Oh!, rispuos’elli, a piè del Casentino traversa un’acqua c’ ha nome l’Archiano, che sovra l’Ermo (l’Eremo) nasce in Apennino. Là ’ve ’l vocabol suo diventa vano (alla foce), arriva’ io forato ne la gola, fuggendo a piede e sanguinando il piano. Quivi perdei la vista e la parola nel nome di Maria fini’, e quivi caddi, e rimase la mia carne sola. Io dirò vero, e tu ’l ridì tra ’ vivi: l’angel di Dio mi prese, e quel d’inferno gridava: "O tu del ciel, perché mi privi? Tu te ne porti di costui l’etterno per una lagrimetta che ’l mi toglie; ma io farò de l’altro altro governo!". (Purgatorio V, 95-108) Bonconte termina la vita nel nome di Maria: “ la parola nel nome di Maria finii ”. Invocare Lei è davvero una caparra, un segno di salvezza e l’angelo del cielo giunge a raccogliere la sua anima, mentre l’angelo d’inferno protesta e per vendetta può solo suscitare un violento temporale per spingere il suo corpo nell’Arno, il real fiume, e seppellirlo nel fango. Dante non fa altro che sottolineare qui la tradizione della Chiesa che esalta Maria, madre di misericordia e rifugio sicuro dei peccatori. Maria nella sensibilità politica di Dante La presenza di Maria appare anche nei canti politici del Purgatorio (dal canto 6° all’8°). Dante, dopo aver apostrofato la serva Italia, lacerata e divisa, nave senza nocchiero in gran tempesta, giunge nella valletta dei principi, ossia dei capi politici, pentiti e riconciliati con Dio al termine della loro vita. Ma essi, occupati negli affari e nelle mire terrene dei loro governi, hanno trascurato i valori dello spirito, del bene e della pace sia a livello personale che sociale, perché attratti dalla brama di potere, di ricchezza, dei piaceri della vita. Ora nella splendida valletta fiorita cantano in coro la Salve regina in onore di Maria, regina dei loro popoli. È l’ora del tramonto, un momento di nostalgia e di desiderio di patria e di pace. Dante esule ripensa con malinconia alla sua Firenze e ricorda lo squillo delle

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