Un nuovo umanesimo per evitare un disastro educativo

8 il suo massimo teorico in Gadamer, segue un procedimento non molto diverso dal procedimento adottato dal fisico per verificare o, in linea con Popper, falsificare le ipotesi. Il processo attraverso il quale si intende giungere a conoscenze certe, o comunque ben fondate, inizia sempre da congetture che abbiamo in mente, mai da un intelletto-tabula rasa. Dario Antiseri ammette che i fatti afferenti ai due menzionati ambiti di conoscenza sono descritti con linguaggi diversi, ad esempio il punto di partenza della ricerca di un fisico è definibile problema, quello di uno storico quesito, ma è convinto che il processo che devono seguire entrambi per giungere alla soluzione del problema o alla risposta al quesito sia sostanzialmente lo stesso: problemi/quesiti→teorie/congetture→verifiche/confutazioni e così via. In ultima analisi è sempre l’appello all’esperienza che può confermare o meno una ipotesi nelle scienze della natura, o un’intuizione-opinione nelle scienze dello Spirito. Secondo me, per la fondazione di un nuovo umanesimo, si tratta di mettere alla prova dei fatti la convinzione, che faccio mia, che esistano dei tratti distintivi della natura umana. È, ne sono certa, grazie alla permanenza di tratti comuni tra l’uomo di oggi e quello di ieri che possiamo continuare a dialogare attraverso i secoli mediante l’arte, la letteratura, la scienza, senza tuttavia ignorare che i cambiamenti prodotti dal tempo producono e richiedono nuovi paradigmi culturali. Per confermare o falsificare tale convinzione, o congettura che dir si voglia, occorre innescare processi di ricerca che diano risposte ai seguenti quesiti: - possiamo confermare che l’essenza della natura umana è il suo essere persona, ovvero soggetto relazionale? - possiamo individuare nell’organizzazione sociale dell’uomo contemporaneo l’origine di problemi che mortificano la sua capacità relazionale? - possiamo, al contempo, valorizzare le nuove potenzialità di espansione relazionale di cui l'uomo contemporaneo ha saputo dotarsi? Se l’appello all’esperienza permetterà di dare le risposte ai quesiti sopra indicati, è da quelle che sarà doveroso partire per suggerire possibili tratti distintivi del nuovo umanesimo. Fecondità dei periodi di crisi A. Comte, filosofo del positivismo francese della prima metà dell’Ottocento, cui si attribuisce la fondazione della Sociologia scientificamente intesa, ritiene che lo studio dei periodi storici di transizione, comunemente definiti di crisi, siano particolarmente importanti per individuare le relazioni tra enti, formazioni sociali, istituzioni, cittadini e tutto ciò che contraddistingue l’organizzazione socio-politica, economica e culturale di una Comunità. Ed è vero. Infatti, durante le crisi molti rapporti diventano instabili e, proprio per questo, si riconoscono, anche se spesso si comprende che la motivazione che li aveva originati e sostenuti, non è più sufficiente a giustificarli o, comunque, a mantenerli inalterati. Passando, quindi, a considerare l’assetto socioeconomico e politico del mondo in cui viviamo, non mi pare possibile negare che sia la globalizzazione il tratto di maggior novità che si è andato delineando specie a partire dalla seconda metà del Novecento. Favorita dalla rivoluzione

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