Un nuovo umanesimo per evitare un disastro educativo

3 ritenere al servizio dell’uomo e da gestire con libera e matura responsabilità e in collaborazione, all’interno di una chiara idea di scuola condivisa e aperta al rinnovamento con apertura di mente. Il tempo che abbiamo vissuto e le sconvolgenti esperienze che lo hanno accompagnato non hanno lasciato spazio ad un lavoro di ricerca, che ha bisogno di confronto e condivisione. Abbiamo potuto dialogare solo virtualmente e stendere delle riflessioni personali. Il complesso momento di cambiamento d’epoca evidenzia come la situazione pandemica sia al centro di ogni discussione e, nelle nostre analisi in solitudine, conferma come viceversa la persona umana sia, per sua costituzione, nodo di relazioni sociali cioè soggetto relazionale. Questo lavoro può, comunque, stimolare a pensare e a ponderare la nostra realtà e quella che ci circonda, il nostro grado di humanitas, e a verificare la visione della persona nella comunità, concetto basilare del personalismo di Nosengo. L’aver affrontato il problema dell’Umanesimo partendo da prospettive diverse e interdisciplinari, può essere considerato un incipit per sviluppi più appropriati, anche in relazione agli interessi che susciterà. I contributi che seguono costituiscono una breve raccolta di punti di vista sul tema indicato e propongono all’attenzione di docenti ed educatori dei testi su cui concentrarsi, per scoprire (magari insieme agli alunni) un nuovo umanesimo da vivere. QUALE SOCIETÀ OGGI Anna Di Gregorio La società attuale appare caotica. È come un fiume che scorre tra mille anse che sembrano separate l'una dall'altra perdendo di vista la meta comune. È una società multiculturale, multireligiosa, scarsamente inclusiva, individualista ed egoista, dove i valori contano e si affermano solo se soddisfano il proprio interesse; globalizzata, dove la globalizzazione non porta all'uguaglianza e alla democrazia, ma alla sudditanza al mondo economico e finanziario a discapito dell'uomo e della sua dignità. Una società, comunque, trasformata e in continua trasformazione, non solo per l'avvento dei media e delle nuove tecnologie. La stessa famiglia, oggi, per la sua composizione e per le sue complicazioni, anche organizzative, che le impediscono di occuparsi dei figli con la dovuta attenzione, rappresenta un problema per la scuola in quanto essa demanda alla scuola stessa il suo compito educativo. Ed è grave, perché la collaborazione con la famiglia è essenziale per l’educazione degli alunni. Anche la Chiesa, nonostante il carisma di Papa Francesco, con le beghe al suo interno, o per la singolarità di certi gruppi ecclesiali, non appare più quel faro luminoso di guida. Da questo ginepraio escono i ragazzi che, di proprio, aggiungono incertezze, inquietudini, mancanza di orizzonti, isolamento, sociali solo per chattare con smartphone o per inserirsi in qualche gruppo con scopi non certo nobili o filantropici. Di fronte a questo quadro, la scuola sembra impotente ad assolvere alla sua vocazione di educare e di formare con la sola didattica tradizionale. Urge quindi un rinnovamento pedagogico per usufruire di nuove strategie per far correre il treno della formazione sui due binari portanti: il docente e l'alunno. Se ne parla, qualcosa sembra muoversi, ma non basta.

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