26 di scelta e di banalizzazione del linguaggio: l'uso prolungato dell'immagine conduce a parlare sempre meno e sempre peggio. I mezzi di comunicazione sociale provocano inoltre il deterioramento del senso estetico: non sempre sono immorali, ma quasi sempre banalizzanti. Altri effetti psicologici dei nuovi mass-media possono essere il divismo; un'accentuata tendenza di chi li usa a rinchiudersi in se stesso, isolandosi dagli altri, anche se fisicamente sta insieme a loro, (chi infatti usa uno smartphone o assiste ad uno spettacolo televisivo non dialoga con gli altri); il conformismo alle idee ed ai modelli di comportamento suggeriti dal mezzo di comunicazione di massa. Le tecnologie permettono una grande velocità e una poderosa fluidità dei processi e, proprio queste caratteristiche intrinseche, possono risultare di difficile controllo per il giovane. La realtà vera è che nessuno di noi è stato preparato all’impatto con la nuova comunicazione digital e social anche se molto sta cambiando in questo tempo di pandemia e, come è stato sottolineato da sua eccellenza Mons. Pennisi, nell’introduzione al convegno online Emergenza educativa, «la necessità di un'alleanza educativa tra famiglia, scuola, istituzioni e di incontri volte all’uso consapevole e critico delle nuove tecnologie, cercando di aiutare tutti ad avere delle regole per invertire l’attuale tendenza». Non si può immaginare la globalità senza l’informatica e i nuovi sistemi di trasmissione delle comunicazioni. Capire ed esaminare le situazioni Un'altra esigenza del cittadino è la capacità di modellizzazione: saper sintetizzare molte diverse situazioni. Gli avvenimenti produttivi e personali sono sempre più complessi. Ogni fatto appare legato ad un intreccio di molte cause e ragioni e gli effetti delle decisioni influenzano una molteplicità di elementi; per controllare e intervenire su tale complessità in molte diverse situazioni occorre saper costruire dei modelli. Il modello è uno schema provvisorio della realtà in cui, in modo consapevole, sono selezionati gli elementi e le relazioni ritenute più significative. Nel costruire un modello è centrale la capacità di individuare gli elementi fondamentali di una situazione, di vedere i rapporti principali che si instaurano tra gli elementi, di essere consapevoli e valutare i limiti di accettabilità di tale semplificazione. Tale atteggiamento fornisce uno strumento necessario per un cittadino che vuole poter controllare ciò che gli avviene intorno. Nella scuola di base molte attività possono essere esempi e stimoli in tale direzione: il prendere appunti come compendio personale di una esperienza; il compilare elenchi per un lavoro da svolgere; il riassumere una frase sintetica delle situazioni complesse. Tali modelli vanno percepiti come approssimazioni e risposte provvisorie. Capire le connessioni tra gli avvenimenti. Un’altra esigenza che si rivela sempre più urgente è quella di saper affrontare problemi in un quadro complesso o addirittura contraddittorio. Non è oggi più possibile essere costantemente aggiornati su tutte le nuove scoperte. L’entrare dentro i problemi limite (nel micro e nel macro) ha mostrato la crescente complessità di fenomeni apparentemente semplici. Da tutto ciò discende una maggiore difficoltà nel gestire e controllare il sapere; con l’ampliamento quantitativo di teorie e scoperte culturali cresce anche l’interazione tra i diversi aspetti. La specializzazione limitata ad un campo appare poco produttiva, in quanto ogni singolo intervento su un fatto si riflette anche su altri settori: la realtà appare come un gomitolo che intreccia tra loro, in modo più o meno forte, vari aspetti del vivere e del conoscere. Di fronte a tali
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