Un nuovo umanesimo per evitare un disastro educativo

21 La manifestazione del lieve evento del pensiero non è assolutamente la conoscenza ma l’attitudine a discernere il bene dal male; quindi, voglio sperare che pensare possa donare alle persone la forza di saper prevenire terribili catastrofi in questi rari momenti in cui sopraggiunge la resa dei conti». (Hannah Arendt - La banalità del male - Discorso finale dal Film di Margarethe von Trotta - 2012) La capacità di riflessione dà la possibilità di correggere il relativismo valoriale imperante. Questa umanità deve mettersi d’accordo su quelli che sono i valori fondanti. Occorre ridare dei criteri, delle modalità, dei punti di forza che aiutino a far emergere la persona. Bisogna avere il coraggio di proporre una dimensione assiologica forte. «L’espressione assiologico proviene dal greco, dove significa conoscenza, studio (logos) della dignità (axia). Uomo assiologico, pertanto, vuol dire «uomo cosciente della dignità, valore delle cose». …Una tavola di valori fondamentali che serve da guida comune, oggi non c’è più. … Fondamentalmente la gravissima crisi culturale che sta attraversando la nostra società … è una crisi di valori. Sergio Ventuone ha dato un titolo molto eloquente ad un suo saggio: L’ordine regna a Babele. In esso l’autore mostra che la società attuale è una Babele di codici, di valori, di atteggiamenti opposti ma interscambiabili: la sua cultura è caratterizzata da un relativismo che nelle menti più lucide e coerenti si tramuta in nichilismo». (Battista Mondin, L’uomo: chi è?, ed. Massimo, Milano 1993, pp. 305-306 passim). Sofia Vanni Rovighi, esaminando il terreno dell’etica, dice che l’etica da seguire è quella normativa, cioè la norma come via, la norma come valore. Una norma fondata è la via da seguire. Consideriamo oggi la norma come valore? Tutte le leggi sono leggi, ma non è detto che sono vie. Anche quelle razziali erano leggi. Come si pone la coscienza morale di fronte alla norma, come discerne una norma giusta da una ingiusta? È garanzia della bontà di una norma lo stato legittimo? O meglio quando uno Stato è giusto ed emana norme giuste cioè che siano effettivamente una via per la costruzione della dignità umana? Uno Stato è giusto quando assume a suo fondamento la persona come valore e ne garantisce lo sviluppo integrale. «Come indica l’art. 2 della Costituzione, la persona, con le formazioni cui concorre a dar vita, preesiste per sua natura alle stesse istituzioni e agli ordinamenti». (Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 20/08/2021, alla sessione di apertura della 42° edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli). Può dire ancora oggi l’uomo «Son io che voglio», non come una individualità solitaria ma con la consapevolezza e la responsabilità del suo essere per gli altri e con gli altri in questo suo cammino storico. «…. L’io responsabile e solidale, l’io che riconosce il comune destino degli esseri umani, si fa pietra angolare della convivenza. E, nella società civile, nella democrazia. Parliamo della libertà autentica, capace di piantare solide radici, soltanto se coltiva la vocazione all’incontro e al rispetto e che è iscritta nell’animo di ogni persona.

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