15 È fondamentale quindi che l’educazione miri a tener vivo o a suscitare il desiderio e non ad atrofizzarlo o, peggio, a spegnerlo. Ma come risvegliare il desiderio? Che cosa fare perché i giovani diventino inquieti nella ricerca di un senso? La filosofa spagnola Maria Zambrano afferma che «ciò che è in crisi è quel misterioso nesso che unisce il nostro essere con la realtà». (M. Zambrano, Verso un sapere dell’anima, p. 84). In effetti non sembra che i giovani siano del tutto disinteressati, ma ricevendo tanti stimoli, senza sufficiente riflessione sul significato della realtà che vivono, arrivano presto alla passività e alla noia. È quindi fondamentale educare i giovani alla realtà fino al suo più profondo significato. Questo vuol dire suscitare domande, suscitare la curiosità, stimolare alla ricerca. Diceva Socrate che la caratteristica dell’uomo è la ricerca. Ma per fare questo non sono sufficienti le nozioni, le informazioni, sono necessarie persone che vivano fino in fondo la realtà nel suo significato più profondo e si mostrino entusiasti ricercatori della verità. Ecco allora la figura del docente-insegnante, educatore capace di relazioni vere, testimone di un ideale a cui crede e per cui si batte. Capace di formare attorno a sé discepoli liberi, di risvegliare in essi quella inquietudine e che lo porta a vivere la vita come desiderio, come ricerca, come cammino. In sostanza un educatore non autoritario ma autorevole, che faccia crescere, che – se credente – segue l’esempio del Maestro per eccellenza, Gesù; se non credente segua il senso di humanitas che caratterizza la cultura latina (cfr. Seneca). Come realizzare tutto questo? Facile a dirlo, difficile ad attuarlo! Credo che il primo passo sia rendere il giovane consapevole di chi è, chi è l’uomo, quali valori racchiude l’animo umano e quale grande mistero sia la vita e il suo significato. Forse queste domande dovrebbero porsele in primo luogo gli educatori. Solo se sapranno essi stessi trovare la via per rispondere o intraprendere il cammino per trovare una risposta, potranno guidare i giovani a fare lo stesso cammino, insieme a loro. Teoria? La pratica va cercata e scoperta sul campo con le persone che hai davanti, conoscendole, guardandole negli occhi, percependo i loro disagi, la loro sensibilità, le loro delusioni, le loro attese, i loro desideri, i loro sogni. Credo che solo quando sapremo condividere con i giovani i loro sogni diventeremo quelle AUCTORITAS che li faranno crescere. Uno schema della formazione del mondo classico latino e di quello attuale: virtus humanitas pietas religio virtuale tecnologico globalizzazione isolamento Si potrebbe riflettere su queste o altre caratteristiche.
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