14 affidandogli il compito di averne cura: «Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse»5. L’etica del nuovo umanesimo dovrà certamente fondarsi, come ammonisce Jonas, sul principio di responsabilità6. L’INSEGNAMENTO DEL PASSATO Sr. Lidia Vicard Educare: e-ducere – condurre fuori- MAIEUTICA Sarebbe opportuno che non dimenticassimo l’insegnamento del passato. Grandi educatori sono stati quelli che hanno avuto discepoli capaci di divulgare il pensiero e l’insegnamento del loromaestro. (cfr. Socrate – Platone; e soprattutto Gesù: dodici poveri pescatori hanno cambiato il mondo!!!) Tutti i grandi filosofi e maestri del passato hanno contribuito a formare l’uomo, la cultura, la società. Ancora oggi si possono trovare le tracce del loro insegnamento nell’ambito delle filosofie e della teologia (cfr. Platone-Agostino; Aristotele-Tommaso-Cartesio, Kant). L’esistenzialismo e tutte le filosofie moderne e contemporanee affondano le loro radici nel passato: sono queste radici che dobbiamo disseppellire. L’educazione è la grande sfida che tutti abbiamo davanti educare è sempre stato decisivo per introdurre alla vita le nuove generazioni. In un articolo pubblicato su La Repubblica (2 agosto 1999) Pietro Citati scriveva che i giovani di oggi non sanno chi sono. Luigi Giussani affermava che la fragilità dell’uomo di oggi, dei giovani in particolare, è causata dal fatto che «non è assimilato veramente quello che si ascolta e si vede. Ciò che ci circonda, la mentalità dominante … il potere realizzano in noi una estraneità da noi stessi». È come se ci strappassero di dosso il nostro essere «si rimane astratti nel rapporto con sé stessi, come affettivamente scarichi» (L. Giussani, L’io rinasce in un incontro, 1986/87 pp. 181-182). Davanti a queste affermazioni preoccupanti ci si pone le domande: Che cosa fare? Da dove partire o ripartire? Cesare Pavese in una lettera a Rosa Calzecchi Onesti (14 giugno 1949) afferma che nell’animo dell’uomo rimane sempre un punto infiammato. È importante individuare questo punto e far ruotare intorno ad esso le proposte educative. E Papa Francesco ne La bellezza educherà il mondo (EMI, BO 2014, p. 8) afferma: «L’uomo non è un essere tranquillo nei propri limiti, ma un essere in cammino e quando non entra in questa dinamica si annulla come persona e si corrompe. Il mettersi in cammino è dovuto a una inquietudine interiore che spinge l’uomo a uscire da sé. I sistemi mondani cercano di acquietare l’uomo, di anestetizzare il desiderio di mettersi in cammino, con proposte di possesso e consumo». 5 Gen, 2,15 6 Hans, JONAS, Il principio di responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica, ed. Einaudi
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