Un nuovo umanesimo per evitare un disastro educativo

12 Tutto questo è emerso anche nella scuola: non tutti hanno avuto facile accesso alla rete. Si è così riconosciuto il diritto alla competenza digitale come un diritto di cittadinanza. Il ricorso forzato alla tecnologia informatica ha però prodotto anche alcuni effetti positivi tra i quali una maggiore efficienza dell’organizzazione di alcune attività lavorative e amministrative e un forte impulso all’ impostazione di un nuovo Welfare. Per questo, al termine della pandemia, sarà opportuno che non tutto torni come prima, ma che ci sia un forte fermento per innovare la nostra organizzazione sociale. Da più parti si parla di dar vita ad un nuovo contratto sociale. Del resto, non si tratterebbe di andare a tentoni, perché l’orizzonte teorico non manca e gode di un consenso universale. Mi riferisco all’Agenda 2030, il nuovo modello di sviluppo universalmente accolto dalle nazioni Unite con la risoluzione «Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile» del 25 settembre 2015. L’Assemblea Generale nel Preambolo presenta quest’Agenda come un «`programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità». Particolarmente interessante è, nell’introduzione della Dichiarazione, il comma 2 ove si legge: «Nell’interesse dei popoli che serviamo, [Noi, Capi dello Stato e del Governo e Alti Rappresentanti] abbiamo preso una decisione storica su una serie completa e lungimirante di Obiettivi e traguardi universali, trasformativi e incentrati sulle persone.[…] Ci impegniamo nel raggiungere lo sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni – economica, sociale e ambientale – in maniera equilibrata e interconnessa». Gli obiettivi dell’Agenda sono esplicitati al comma 3 e sono altissimi: «porre fine alla povertà̀ e alla fame in ogni luogo; combattere le diseguaglianze all’interno e fra le nazioni; costruire società̀ pacifiche, giuste ed inclusive; proteggere i diritti umani e promuovere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne e delle ragazze; assicurare la salvaguardia duratura del pianeta e delle sue risorse naturali». È una sfida globale che viene chiamata viaggio collettivo per l’affermazione della dignità della persona umana. Al comma 4 infatti si legge: «Riconoscendo che la dignità̀ della persona umana è fondamentale, desideriamo che gli Obiettivi e i traguardi siano raggiunti per tutte le nazioni, per tutte le persone e per tutti i segmenti della società». Il documento sembra particolarmente interessante per più motivi: - presenta un orizzonte di sviluppo universalmente condiviso; - pone al centro delle politiche di sviluppo il riconoscimento, la promozione e la tutela della dignità della persona, fondamento di ogni formazione sociale, politica ed economica; - presenta l’Agenda 2030 come un programma di azione che riguarda tutti: le persone e le formazioni sociali cui queste hanno dato vita e in cui operano. Non c’è dubbio che si aprano interessanti spazi di azione per chiunque operi nel mondo dell’educazione e nelle diverse organizzazioni della società civile, che, pur non avendo, in apparenza, un elevato peso politico o economico, di fatto, grazie all’accesso ad internet capace di raggiungere in tempo reale gli uomini di ogni paese, potranno dare un forte contributo allo sviluppo di un nuovo paradigma culturale che non potrà essere ignorato.

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