Vivere la testimonianza di Don Lorenzo Milani a cento anni dalla nascita

7 VIVERE LA TESTIMONIANZA DI DON LORENZO MILANI A CENTO ANNI DALLA NASCITA Sandra Gesualdi, Vicepresidente Fondazione Don Milani «La scuola che fa grandi. Don Milani a Barbiana» Per prima cosa voglio dare il benvenuto e voglio salutare subito i ragazzi e le ragazze del Liceo artistico Porta Romana IV E di Oreficeria e dell’Alberti Dante II B biennio di scultura perché questa mattina non facciamo altro che parlare di loro ma è giusto che siano loro i protagonisti. Spero che dopo ci facciate più domande possibili e ci mettiate il più possibile in difficoltà e poi, venendo da Barbiana, faccio subito la disturbatrice: mi hanno chiesto se dopo il mio intervento è possibile fare cinque minuti di pausa in modo tale che le due classi, quella qui in sala e quella che adesso è nella saletta delle colonne, si possano scambiare per dare l’opportunità a tutti di godersi in presenza queste discussioni. Detto ciò, vi vorrei subito far arrivare e fare entrare in punta di piedi a Barbiana e come meglio se non con le parole che Lorenzo scrive alla mamma. Le lettere alla mamma rileggetele, perché sono pennellate di poesia e di umanità nero su bianco. Barbiana, 7 agosto 1960: «Cara mamma, ti scrivo dal piazzale dove oggi par d’essere all’Accademia di Brera (che fra l’altro Lorenzo aveva frequentato per due anni quando decise di fare il pittore e non proseguire il percorso accademico). Ogni ragazzo si è fatto un cavalletto e una tavolozza, abbiamo scoperto la maniera economica di fare i colori abbondanti, sodi come quelli ad olio e che non sporcano i vestiti, si impastano ad acqua e colla vinavil, la sera si ricoprono d’acqua e durano quanto si vuole. Mi interrompono continuamente per farmi vedere i loro quadri e non mi riesce più di scriverti». Barbiana, 4 ottobre 1960 è la lettera successiva alla mamma: «Cara mamma, oggi è arrivato il materiale per il ponte e in mezza giornata si è costruito con tutti i ragazzi, qualche uomo e il muratore del Comune; non so se ti ricordi che ti avevo raccontato che avevo chiesto al Sindaco di fare un ponte vero sul torrente, per un piccolissimo bambino che viene ogni giorno a scuola da un’ora e mezzo di distanza, hanno fatto un vero ponte di 6 metri. Il bambino è così felice, c’è scritto il suo nome sul cemento perché quel ponte lontanissimo è dentro il bosco e da lì ci passa solo lui, Lucianino con il dito ha scritto su quel ponte». Barbiana, 27 Luglio 1962: «Cara mamma, oggi hanno fatto il terzo bagno questa volta l’acqua era quasi in vetta, è un divertimento vederli sguazzare nell’acqua anche se nessuno impara a nuotare perché c’entrano tutti insieme; son fitti fitti come al mare di Viareggio a ferragosto. La sera mi metto in poltrona a sdraio sulla spiaggia, la spiag-

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