Vivere la testimonianza di Don Lorenzo Milani a cento anni dalla nascita

6 VIVERE LA TESTIMONIANZA DI DON LORENZO MILANI A CENTO ANNI DALLA NASCITA con l’affettività, è anche una questione di compagnia, vive sempre di riferimenti comunitari. È il senso della scuola, come quella di Barbiana. e giovani, aiutandoli ad allargare gli orizzonti della loro intelligenza e ad aprirsi al mistero di Dio, superando i condizionamenti di una razionalità che si fida soltanto di ciò che può essere oggetto di esperimento e di calcolo (19). La terza condizione è l’implicazione dell’affettività: In questo cammino, più che un moralistico e muscolare appello alla volontà, serve un’esperienza di piacere. Insegnava Simone Wiel - nelle Riflessioni sull’utilità degli studi scolastici al fine dell’amore di Dio - che «l’intelligenza può essere guidata soltanto dal desiderio. E perché ci sia desiderio dev’esserci anche piacere e gioia. L’intelligenza si accresce e dà frutti solo nella gioia». Resta, infatti, sempre vero che l’uomo si muove spontaneamente, senza costrizione, solo quando si trova in relazione con ciò che lo attrae e suscita in lui il desiderio (20). Il compito fondamentale dell’educatore è allora mettere il discepolo in relazione con la grandezza, potenza e bellezza delle cose e assecondare l’innata curiosità di comprenderne il perché. Si conosce ciò che sta a cuore: «Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande “I care”. È il motto intraducibile dei giovani americani migliori. “Me ne importa, mi sta a cuore”. È il contrario del motto fascista “Me ne frego”» (21). La conoscenza, proprio per la sua connessione (19) Benedetto XVI, Discorso di apertura del convegno della diocesi di Roma, Roma 11 giugno 2007. (20) Cf. Benedetto XVI, Esort. ap. Sacramentum Caritatis, 22 febbraio 2007, n. 2. (21) Lettera ai giudici, 18 ottobre1965.

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