5 VIVERE LA TESTIMONIANZA DI DON LORENZO MILANI A CENTO ANNI DALLA NASCITA libertà e la responsabilità di coloro che vengono educati. L’educatore rischia sulla loro libertà (nel delicato equilibrio con la necessaria disciplina) e ne promuove continuamente la responsabilità, ossia il desiderio e la capacità di divenire artefici della propria crescita nella risposta creativa alla proposta dell’educatore (16). Il maestro e il discepolo sono reciprocamente implicati in quanto (e se) entrambi coinvolti in una comune passione per la verità. L’educazione, in tal modo, si rivela come l’appassionante cammino verso la verità, la bellezza e il bene che coinvolge insieme maestro e discepolo in una instancabile reciproca accoglienza. L’educatore è comunque testimone di una qualche ipotesi di verità, se non altro per il modo di considerare e di trattare il soggetto da educare o da istruire. È una passione, quella dell’educare, che vive e cresce a quattro condizioni. La prima condizione è la fiducia nell’uomo. L’uomo può conoscere e la realtà si concede a chi la interroga con umiltà. Il ragazzo deve sentire su di sé la fiducia del maestro. La seconda condizione è la lealtà con la verità, quando essa si offre a noi, e quindi la disponibilità a fare il cammino che le grandi domande suscitano: «Lo studio serve a porsi domande, a non farsi anestetizzare dalla banalità, a cercare senso nella vita» (17); «Ognuno è chiamato a confrontarsi con grandi domande che non hanno risposta, una risposta semplicistica o immediata, ma invitano a compiere un viaggio, a superare sé stessi, ad andare oltre. È un processo che un universitario comprende bene, perché così nasce la scienza. E così cresce pure la ricerca spirituale. Essere pellegrino è camminare verso una meta o cercando una meta. […] Cercare e rischiare: ecco i due verbi del pellegrino. Cercare e rischiare» (18). Benedetto XVI chiama «pastorale dell’intelligenza» questo prendere sul serio la curiosità intellettuale dei bambini, ragazzi di maestri, fratelli e amici. La scuola è un luogo privilegiato di tali relazioni e incontri. Ciascuno di noi può agevolmente far memoria degli incontri che hanno segnato la sua vita. Gli educatori che più incidono sono certamente quelli dotati di esperienza e competenza, ma soprattutto quelli che testimoniano un coinvolgimento personale con le persone e la realtà. Questi educatori sanno esprimere una vera autorevolezza, segno di amore. Scriveva don Milani: «Di fatto si può amare solo un numero di persone limitato […] Quando avrai perso la testa, come l’ho persa io, dietro poche decide di creature, troverai Dio come un premio» (12). Vorrei sottolineare un aspetto della relazione educativa. Gli educatori sono significativi nella misura in cui sono così aperti da lasciarsi ogni giorno sorprendere e provocare dalla presenza dei loro ragazzi: «Abbiamo un cuore abbastanza aperto da lasciarci sorprendere ogni giorno dalla creatività di un bambino, dalle speranze di un bambino? Mi lascio sorprendere dai pensieri di un bambino? Mi lascio sorprendere dalla sincerità di un bambino? Mi lascio sorprendere anche dalle mille monellerie di un bambino, dei tanti ineffabili “Pierino” che si trovano nelle nostre classi?» (13). Don Lorenzo Milani, si lasciava sorprendere dai suoi ragazzi. Don Milani diceva che occorre saper leggere la storia negli occhi dei ragazzi: «E allora il maestro deve essere per quanto può, profeta, scrutare i “segni dei tempi”, indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso» (14). Qui si tocca un punto decisivo: «Il rapporto educativo è […] anzitutto l’incontro tra due libertà e l’educazione ben riuscita è formazione al retto uso della libertà» (15). Un incontro tra persone diviene rapporto quando suscita una reciproca responsabilità. Ciò significa che l’educazione matura in un rapporto nel quale entrano in gioco anche la (12) Lettera a Nadia Neri, 7 gennaio 1966. (13) J.M. Bergoglio, Omelia nella Messa per l’educazione, Buenos Aires 18 aprile 2007, citato in A. Spadaro, «Sette pilastri dell’educazione secondo J.M. Bergoglio», in La Civiltà Cattolica 2018 III 352. (14) Lettera ai giudici, 18 ottobre 1965. (15) Benedetto XVI, Lettera alla Diocesi e alla Città di Roma sul compito urgente dell’educazione sul compito urgente dell’educazione, 21 gennaio 2008. (16) Benedetto XVI, Discorso per la consegna alla Diocesi di Roma della Lettera sul compito urgente dell’educazione, 23 febbraio 2008. (17) Francesco, Incontro con gli studenti e il mondo accademico, Bologna 1° ottobre 2017. (18) Francesco, Incontro con i giovani universitari dell’ «Universidade Católica Portugesa» (Lisbona), 3 agosto 2023.
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