Vivere la testimonianza di Don Lorenzo Milani a cento anni dalla nascita

3 VIVERE LA TESTIMONIANZA DI DON LORENZO MILANI A CENTO ANNI DALLA NASCITA «tirare fuori il meglio di ogni persona, a lucidare il diamante che il Signore ha posto in ognuno» (4). Don Lorenzo Milani ha vissuto con ardente passione educativa il suo amore per i ragazzi e i giovani come forma della sua ricerca dell’Assoluto, secondo la stupenda testimonianza della sua guida spirituale, don Raffaele Bensi: «Per salvare l’anima venne da me. Da quel giorno d’agosto fino all’autunno, si ingozzò letteralmente di Vangelo e di Cristo. Quel ragazzo partì subito per l’assoluto, senza vie di mezzo. Voleva salvarsi e salvare, ad ogni costo. Trasparente e duro come un diamante, doveva subito ferirsi e ferire» (5). L’anima del ministero sacerdotale di don Milani era la sua personale ricerca dell’Assoluto, come anche testimoniato dalla mamma Alice: «Solo in seminario Lorenzo trovò subito ciò che istintivamente cercava con tutto sé stesso: una ragione assoluta per vivere, una disciplina costante» (6). Ha chiosato il Papa: «Senza questa sete di Assoluto si può essere dei buoni funzionari del sacro, ma non si può essere preti, preti veri, capaci di diventare servitori di Cristo nei fratelli» (7). L’educazione si nutre di questa sete di verità e di vita dell’educatore, che deve sentirsi interpellato personalmente dalle domande ultime: Chi sono io? Cosa è la vita? Qual è il destino dell’uomo? Solo a questa condizione, l’insegnamento si rivela non un mestiere tra gli altri, ma un appassionante cammino intellettuale, umano, cristiano. L’essere inquietati dalla domanda dell’assoluto è la condizione essenziale e permanente perché si possa essere appassionati di qualunque lavoro, specie di quello educativo. Il Papa, alla tomba di don Milani, ha ripreso questo aspetto decisivo dell’educazione, vera missione, suggerendo preziose indicazioni: «Una missione di amore, perché non si può insegnare senza amare e senza la consapevolezza che ciò che si dona è solo un diritto che si riconosce, quello di imparare. E da insegnare ci sono tante cose, ma quella essenziale è la crescita di una coscienza libera, no II: «la santa madre Chiesa, nell’adempimento del mandato ricevuto dal suo divin Fondatore, che è quello di annunziare il mistero della salvezza a tutti gli uomini e di edificare tutto in Cristo, ha il dovere di occuparsi dell’intera vita dell’uomo, anche di quella terrena, in quanto connessa con la vocazione soprannaturale; essa perciò ha un suo compito specifico in ordine al progresso ed allo sviluppo della educazione» (GE, Proemio). La Chiesa ha a cuore il tema dell’educazione perché ama l’uomo nella sua interezza, ha a cuore il bene dei bambini, ragazzi e giovani e non può non essere sollecita per la loro formazione, per la loro capacità di orientarsi nella vita e di discernere il bene dal male, per la loro salute non soltanto fisica ma anche morale (2). Ha detto efficacemente papa Francesco: «Conosciamo il potere trasformante dell’educazione: educare è scommettere e dare al presente la speranza che rompe i determinismi e i fatalismi con cui l’egoismo del forte, il conformismo del debole e l’ideologia dell’utopista vogliono imporsi tante volte come unica strada possibile. Educare è sempre un atto di speranza che invita alla co-partecipazione e alla trasformazione della logica sterile e paralizzante dell’indifferenza in un’altra logica diversa, che sia in grado di accogliere la nostra comune appartenenza… Noi riteniamo che l’educazione è una delle vie più efficaci per umanizzare il mondo e la storia. L’educazione è soprattutto una questione di amore e di responsabilità che si trasmette nel tempo di generazione in generazione». È un compito urgente: «Oggi c’è bisogno di una rinnovata stagione di impegno educativo, che coinvolga tutte le componenti della società. Ascoltiamo il grido delle nuove generazioni, che mette in luce l’esigenza e, al tempo stesso, la stimolante opportunità di un rinnovato cammino educativo» (3). Non possiamo voltarci dall’altra parte. La sapienza della tradizione cristiana ha considerato non a caso l’insegnamento un’opera di misericordia spirituale, capace di offrire agli giovani il senso del vivere, di (2) Cf. Benedetto XVI, Lettera alla Diocesi e alla Città di Roma sul compito urgente dell’educazione, 21 gennaio 2008. (3) Francesco, Videomessaggio in occasione dell’incontro promosso e organizzato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica: «Global Compact on Education. Together to look beyond», 15 ottobre 2020. (4) Francesco, Discorso ai membri della «Fraternidad de Agrupaciones Santo Tomás de Aquino» (FASTA), 30 settembre 2022. (5) N. Fabbretti, Intervista a Mons. Raffaele Bensi, in Domenica del Corriere 27 giugno 1971. (6) N. Fabbretti, «Mio figlio don Milani». Intervista a Alice Milani Weiss, in Il Resto del Carlino, 8 Luglio 1970. (7) Francesco, Discorso commemorativo alla tomba di don Lorenzo Milani, Giardino adiacente la Chiesa di Sant’Andrea a Barbiana (Firenze), 20 giugno 2017, n. 3.

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