28 VIVERE LA TESTIMONIANZA DI DON LORENZO MILANI A CENTO ANNI DALLA NASCITA Don Lorenzo Milani e la Costituzione Leonardo Bianchi, Diritto Costituzionale, Dipartimento delle Scienze Giuridiche, Università Firenze 1. Il tema oggetto di questa indagine si colloca in un contesto che lega l’esperienza storica della Liberazione sul territorio a quella di don Lorenzo Milani proprio attraverso la Costituzione della Repubblica, anche plasticamente considerando che è sullo stesso Monte Giovi - sul cui versante settentrionale si annida Barbiana, sede dell’esperienza pastorale e civile di don Milani, dopo il periodo di Calenzano -, denominato anche la «Montagna dei ribelli», che, popolato allora da contadini e pastori, dopo l’8 settembre 1943 trovarono rifugio molti giovani renitenti alla leva e perseguitati politici, dando vita ad alcune formazioni partigiane. La loro breve ma eroica esperienza fu possibile grazie al pieno appoggio delle popolazioni locali, che dettero aiuto e rifugio anche a tanti prigionieri di guerra. Così Monte Giovi, tra il settembre 1943 e l›agosto 1944, fu sul versante orientale il rifugio della libertà e della resistenza al nazi-fascismo, creando sul territorio una di quelle iniziative che concorsero fattivamente e decisivamente alla Liberazione del Paese. Proprio nell’esperienza di don Milani assume continuità di pregnanza l’espressione della Montagna dei Ribelli», che evoca, nella sua dimensione spirituale, la «Preghiera del ribelle» del b. Teresio OLIVELLI («Signore della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi ribelli per amore»), che concorre ad illuminare il profilo di Don Milani «ribelle per amore», secondo una prospettazione che muove dal nesso storico e culturale imprescindibile tra la Resistenza e la Carta Costituzionale entrata in vigore nel 1948; un profilo che passa anche per la Costituzione come fonte giuridica che detta le regole della politica, intesa, secondo una linea di continuità che va da Pio XI a Francesco attraverso Paolo VI come la più alta forma di carità in ambito sociale («Tutti i cristiani sono obbligati ad impegnarsi politicamente. La politica è la forma più alta di carità, seconda sola alla carità religiosa verso Dio»). Non a caso proprio a Barbiana è stato tracciato il «Sentiero della Costituzione» inaugurato dal Presidente della Corte costituzionale, Ugo DE SIERVO, nel 2011. Piero CALAMANDREI, nel suo Discorso sulla Costituzione agli studenti, (Milano, 26 gennaio 1955) insisteva sul nesso storico tra Liberazione e Costituzione ricordando che proprio «nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione». Ma, soprattutto, proclamava con molta chiarezza: «La Costi-
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