Vivere la testimonianza di Don Lorenzo Milani a cento anni dalla nascita

20 VIVERE LA TESTIMONIANZA DI DON LORENZO MILANI A CENTO ANNI DALLA NASCITA Marco Iasevoli, giornalista di Avvenire La radicalità del tema della povertà educativa Si può senza ombra di dubbio affermare che la povertà educativa sia la forma di povertà più grave eppure politicamente meno rilevante e considerata. I numeri sono impietosi. Attingo da Avvenire. Luca Liverani scrive il 7 marzo 2023: «In Europa il numero di bambine, bambini e famiglie in condizioni di povertà ed esclusione sociale è in allarmante aumento… In un solo anno altri 200 mila bambini sono finiti sull’orlo della povertà, portando nel 2021 il numero totale di bambini a rischio di povertà a oltre 19,6 milioni. Cioè un bambino su quattro. L’Italia non fa bella figura, essendo tra i Paesi europei con la percentuale più alta di minori a rischio povertà ed esclusione sociale, cresciuta dal 27,1% del 2019 al 29,7% del 2021. Nella classifica dei peggiori Paesi è quinta dopo Romania (41,5%), Spagna (33,4%), Bulgaria (33%) e Grecia (32% ). E ben al di sopra della media Ue-27 (24,4%). Oltre 16 punti percentuali in più di Islanda (13,1%) e Finlandia (13,2%) che registrano invece le percentuali più contenute». Dati che il collega Liverani ricava dal rapporto europeo «Garantire il Futuro dei Bambini» di Save the Children. «Già nella prima infanzia – prosegue Avvenire - solo il 13,7% dei bambini accede agli asili nido pubblici, il tempo pieno è solo per il 38,1% degli studenti della primaria, la dispersione scolastica inghiotte più di un adolescente su 7 (12,7%), percentuale seconda in Europa solo a quella di Romania (15,3%) e Spagna (13,3%). Il numero dei Neet (15-29enni fuori da lavoro, istruzione o formazione) raggiunge il 23,1% ed è il più alto nell’Ue (media 13,1%), quasi 10 punti in più di Spagna e Polonia, più del doppio di Germania e Francia (9,2%). In Italia, la povertà alimentare colpisce un bambino su 20, mentre l’accesso alla mensa scolastica, per alcuni l’unica possibilità quotidiana di un pasto equilibrato e proteico, si limita a poco più di un 1 bambino su 2 nella scuola primaria. Uno su 4 non pratica mai sport (3-17 anni), e, con la pandemia, i bambini tra i 3 e 10 anni in sovrappeso o obesi sono passati dal 32,6% (biennio 2018-19) al 34,5% (2020-21). Anche la deprivazione abitativa condiziona benessere e salute di più della metà (55,7%) dei minori in povertà relativa nel nostro paese, costretti a vivere in case sovraffollate». Ancora il collega Liverani, tra i più attenti cronisti del sociale, il 4 aprile 2023 scrive di ragazzi che «entrano nel mondo del lavoro troppo presto e dalla porta sbagliata. Rischiando di infilarsi in un tunnel di sfruttamento e di povertà, che può portare anche al crimine». È «la piaga del lavoro minorile, fenomeno che nel mondo riguarda 160 milioni di adolescenti (secondo ILO e Unicef), ma non risparmia nemmeno l’Italia, dov’è diffuso ma sommerso. Si stima che nel nostro Paese siano 336

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=