9-10 Settembre-Ottobre 2025

44 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2025 ciproca e dell’interazione delle culture». È con questo spirito che siamo lieti di onorare Sofia Corradi, come prima vincitrice del premio Aidu Humbold-Newman, offrendole una simbolica scultura di cristallo, che rappresenta un cigno. Sappiamo che le farà piacere, perché ci ha detto d’aver ripensato alla sua vicenda secondo la metafora del brutto anatroccolo, che diventa un cigno. del mondo, ad assumere lucidamente la consapevolezza del suo ruolo per la fondazione e la promozione dei valori di libertà e di unità nel mondo intero: «Depositaria della tradizione dell’umanesimo europeo, ma con l’impegno costante di raggiungere il sapere universale, l’università, nell’esplicare le sue funzioni, ignora ogni frontiera geografica o politica e afferma la necessità inderogabile della conoscenza reIl 9 maggio 2016, Sofia Corradi, ex docente dell’Università degli Studi Roma Tre, è stata premiata in occasione della Festa dell’Europa dal re di Spagna Filippo IV e dal presidente del parlamento europeo Martin Schultz. L’ex docente di Educazione degli adulti ha ricevuto in Spagna, all’età di ottantadue anni, il celebre premio Carlo V della Fundación Academia Europea de Yuste, che ha sede nella regione spagnola di Extremadura, nel corso della sua decima edizione, per aver dato vita al Progetto Erasmus. La premiazione è avvenuta nel giorno della Festa dell’Europa: il 9 maggio, anniversario della storica dichiarazione di Schuman che promuove la pace e l’unità in Europa. Il 9 maggio del 1950 il ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, presentava la dichiarazione di fondazione della CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio), considerata oggi l’atto di nascita dell’Unione europea, che prevedeva una nuova forma di cooperazione politica per l’Europa a partire dalla gestione comune della produzione di queste due risorse minerarie. È proprio in occasione di questa festa che si è deciso di celebrare l’inventrice di quel progetto di mobilità studentesca che incarna totalmente l’ideale di incontro di culture e di pacifica collaborazione, come espresso da Schuman, nello scenario intra ed extra-europeo Sofia Corradi, chiamata affettuosamente dagli studenti «Mamma Erasmus«, ebbe l’idea di creare il Progetto Erasmus nel’58 quando, tornata in Italia, non le furono riconosciuti gli esami del master di diritto comparato sostenuti presso la Columbia University di New York. Dopo essere stata insultata come studentessa andata all’estero solo per divertirsi e tornata per «rubarsi la laurea», si rassegnò e rifece tutti gli esami. Nonostante questo ricevette poco dopo numerose offerte di lavoro proprio grazie a quell’esperienza all’estero che le aveva creato tanti problemi burocratici presso la sua università e che l’aveva resa vittima di pregiudizi. La sua battaglia, iniziata nel’50, si è conclusa nell’87 quando il suo sogno educativo si è concretizzato con la nascita dell’ufficiale Progetto dell’Unione europea. Mamma Erasmus continua tutt’oggi ad incontrare numerosi giovani e ad invitarli calorosamente a partire, ora che l’opportunità è aperta a tutti. Infatti, durante la premiazione in Spagna, ha ricordato agli studenti che fin dal Rinascimento i genitori ricchi mandavano all’estero i figli, affinché questo tipo di esperienza gli fosse di giovamento e ha aggiunto che i giovani che tornano dall’Erasmus sono persone più mature e responsabili perché hanno avuto la possibilità di crescere e di divertirsi entrando a contatto con altre culture e differenti modi di studiare. Il rettore di Roma Tre, Mario Panizza, ha ricordato con queste parole l’importante contributo che Mamma Erasmus ha dato sia all’università romana che all’intera Europa: «Se Roma Tre ha una forte vocazione all’internazionalizzazione e alla mobilità è anche grazie a lei, che ha lottato a lungo fino alla realizzazione di quella che, all’inizio, poteva sembrare un’utopia. Dall’ateneo che ha lasciato andando in pensione giunga alla professoressa un corale grazie». Fonte: Radio 24

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