La Scuola e l'Uomo - n. 9-10- Settembre-Ottobre - 2024

33 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXI- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2024 non dell’individuo (centrato sulla performance ) ma del soggetto (baricentrato su sentimenti e relazioni) con la possibilità di dar spazio non solo a l problema della leadership ma anche della followership, pensando quindi anche a qual è la forza di chi segue e che responsabilità ha. Nel gruppo la valorizzazione del bonding capital (legami interni e gli scambi) e del bridging capital (legami esterni e scambi con altri gruppi) vanno incentivati sviluppando processi di riflessione critica per cercare il desiderabile per tutti Filippo Pizzolato dell’Università di Padova con «Partecipazione cittadinanza e istituzioni per una democrazia trasformativa» ha chiuso in maniera frizzante le comunicazioni frontali, ricordando a tutti che la Repubblica italiana è fondata non sul voto, i partiti, le rappresentanze ma sul lavoro cioè su quell’operosità feriale che partecipa a plasmare la società come concorso alla convivenza civile. Il lavoro coinvolge tutti, a tutte le età, senza distinzione di sesso, cittadinanza, provenienza formando il popolo che si esprime in democrazia in modo altissimo senza che una parte (per quanto ampia) rappresenti il tutto, perché un popolo non può che rappresentarsi sempre al plurale mantenendo assieme l’aspetto collaborativo e quello conflittuale che sono il DNA della partecipazione, • il lavoro dei CIRCLE: vera novità di quest’anno sono stati i circle piccoli gruppi di circa 20 persone, composti prevalentemente da delegati diocesani e da ospiti rappresentanti delle buone pratiche. Ogni circle, successivamente suddiviso ulteriormente in terne (gruppi di tre persone), aveva un obiettivo specifico per ciascuna giornata di lavoro, dall’individuare una sfida da affrontare insieme a elaborare due raccomandazioni per la costruzione del bene comune nel sociale altre zone, paesi, luoghi, non è possibile vivere, ed anche perché la democrazia , cosa ancora più difficile, prevede che tutti vogliano non solo la propria libertà ma anche quella altrui, sostituendo un re non con un popolo ma promuovendo un potere diverso che passa attraverso il volere e la libertà altrui Annalisa Caputo,dell’Università degli studi di Bari ha trattato «In prima persona: abitare e costruire la casa comune della democrazia» usando la bella immagine della tessitura, che permette non una sintesi comune ma un intreccio di fili diversi dove ognuno trova posto ed espressione. Tutte le istituzioni e le storie umane hanno avuto bisogno di un fuoco alla sera attorno al quale raccogliersi e raccontare tale espressione di se, oggi non abbiamo più fuochi e questo crea la fragilità della democrazia che è poi il suo paradosso Mara Gorli dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano ha parlato di «La democrazia del noi: per una nuova grammatica della partecipazione» proponendo la grammatica del NOI che non vuole semplicemente sostituire quella dell’IO replicandone la violenza (oggi c’è l’IO che mangia il NOI mentre una volta esisteva un NOI che mangiava l’IO). Questa nuova grammatica vede nel gruppo il luogo dell’espressione

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