La Scuola e l'Uomo - n. 9-10- Settembre-Ottobre - 2024

32 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXI- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2024 del cristiano. La prima, affidata a Sabino Chilà priore della comunità di Bose, ha messo a fuoco il tema della veglia, ha scandagliato quella strana propensione che l’essere umano ha per il sonno perché nell’orizzonte aperto della vita egli sa il cosa ma non il come, sa che Dio è il fine e la fine della storia ma non sa quando accadrà. Il cristiano è chiamato ad abitare una casa nel rispetto del luogo stesso e degli altri abitanti con un’autorità di cui nessuno è sfornito, né nella chiesa ne nella società. Quest’autorità va rispettata, è il titolo della cittadinanza di ciascuno di noi, e non deve mai diventare abusante, né che si tratti di un singolo o di un gruppo. La seconda lectio è stata tenuta da Isabella Guanzini ordinario di Teologia Fondamentale all’Università di Graz ed ha avuto per centro il concetto di parresia, un annuncio franco di verità che ha a che fare con il lutto, il sacrificio. La democrazia pretende una rinuncia a qualcosa di proprio come la comodità, l’omogeneità e la padronanza per permettere lo sconfinamento, la polifonia, il conflitto, la dialettica senza le quali le distruzioni che avvengono non sono superabili. La terza lectio è stata affidata ad Arianna Rotondo dell’Università degli studi di Catania che ha commentato la splendida lettera a Diogneto che tocca il paradosso della vita sociale cristiana, l’essere nel mondo, e per il mondo, quasi una doppia cittadinanza che pone il credente in prima linea nelle vicende della storia, • le quattro relazioni del mattino tutte di altissimo livello. Michele Nicoletti dell’Università di Trento ha parlato di «Amare la democrazia nelle sfide del presente» perché come ha esordito, amare la democrazia vuol dire avere la democrazia nel cuore in un momento in cui questa forma di governo sembra essere ovunque in grande affanno perché a causa dei grandi cambiamenti storici in atto è messo in crisi lo stesso concetto di cittadinanza. Ancor di più oggi allora siamo spinti a motivare la nostra scelta democratica, superiore alle altre perché permette a ciascuno di esprimere quella piccola parte di se, di cui tutti siamo portatori, che in serCi. In totale migliaia di persone che hanno contribuito, assaggiato e gustato le tante occasioni offerte in una Trieste dove effettivamente un’energia positiva si avvertiva. Del convegno è stato possibile seguire tutto, a volte in tempo reale, altre volte in streaming. Video e contenuti scritti, sia in visione integrale, sia in sintesi hanno invaso mass e social media, blog e chat. Più difficile avere un panorama delle piazze e degli stand, difficilmente sintetizzabili, più adatti ad una diversificazione dei percorsi e delle pratiche che avevano proprio nell’originalità e nella varietà la cifra del loro valore ed effetto. La dispersione, la diffusione, la contemporaneità, il sovrapporsi, accumularsi, il sovrabbondare ed il rincorrersi degli stimoli è stata una caratteristica voluta di questa settimana speciale, non solo perché cifra tonda, cinquanta sono pur sempre cinquanta anni, ma anche diversa nel suo statuto ontologico. Lo slogan più efficace, diventato famoso come un tormentone estivo è stato «non un evento ma un processo» ed è proprio questo che tutti possiamo augurarci per quello che da sempre è il momento più difficile di queste manifestazioni: il dopo. Cosa rimane della settimana, come utilizzare i suoi stimoli, come far fruttificare i semi, come riportare nelle varie realtà quanto vissuto per cinque intensi giorni a Trieste? Questo è il problema ora. I delegati I delegati hanno vissuto momenti di altissimo livello • la vera e propria Lectio Magistralis di un applauditissimo e attesissimo Mattarella (accolto con un tifo da stadio non in Piazza Unità come previsto ma al GCC per i soli delegati e congedato con un battimani infinito sul quale si è imposta una voce che gli ha urlato «le vogliamo bene presidente») che in ben 17 cartelle ha fatto la storia del nostro paese attraverso le settimane sociali ed ha analizzato lo stato della democrazia nell’attuale momento storico in un discorso potentemente politico che non ha mancato di suscitare reazioni, • le stupende lectio bibliche del mattino, che hanno macinato la Parola , il cui ascolto sta alla base della cittadinanza attiva

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