16 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXI- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2024 Tutto questo avviene in uno spazio di risonanza all’interno del quale si stabiliscono assi di risonanza. Per Rosa ne esistono di tre tipi: orizzontali, verticali e diagonali. Sono assi di risonanza orizzontali la famiglia, l’amicizia, la politica. Sono assi di risonanza verticali la natura, l’arte e la religione. Sono assi di risonanza diagonali il lavoro e la scuola. Anche la scuola, quindi, è uno spazio in cui si possono stabilire relazioni risonanti, ma in cui spesso la relazione resta muta. Pedagogia della risonanza Nel 2017, Rosa concede al pedagogista Wolfgang Hendres un’intervista pubblicata in Italia dall’editrice Scholé in cui spiega cosa significhi per lui che la scuola possa essere un asse di risonanza (Rosa, 2020). Lo fa descrivendo una vera e propria fenomenologia della relazione che risuona nella classe che costituisce allo stesso tempo uno strumento per verificare quando invece la classe si trasformi in uno spazio di alienazione. Gli occhi brillano, la classe crepita Plutarco ha scritto che la mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere. Ha a che fare con questa immagine evocativa il primo elemento distintivo di una scuola che risuoni: serve una scintilla che si propaghi. O ancora, serve che brillino gli occhi, all’inmarca diversa da quella che toccava in sorte al proletario di marxiana memoria: in quel caso era il modo capitalistico di produzione che, espropriando il lavoratore dell’essenza del suo lavoro, ne induceva l’alienazione. Oggi, nella tarda modernità, l’alienazione è scelta dall’individuo, è autoinflitta: nessuno ci impone di lavorare sempre, è la logica stessa dell’accelerazione a portarci a farlo. «Le esperienze di alienazione – scrive Rosa (2016) - descrivono un modo di relazione nel quale il mondo (soggettivo, oggettivo, sociale) si mostra insensibile od ostile allo sguardo del soggetto. In poche parole, si tratta di casi di relazione senza relazione: le cose non ci dicono più niente, sono mute o minacciose». Abbiamo ritrovato lo spunto iniziale: nella relazione alienata con il mondo che ci circonda, con il nostro lavoro, con la gente che incontriamo, tutto resta muto, niente ci risponde più. Al contrario, se la relazione risuona, il mondo risponde: «Le esperienze di risonanza descrivono un determinato modo di relazione tra un soggetto e un frammento di mondo/un altro soggetto, che si può comprendere come una vibrazione formata da un movimento bilaterale di affetto e di emozione, ha luogo in uno spazio di risonanza e si può fissare in forme regolari dette assi di risonanza» (Rosa, 2016). Affetto ed emozione sono due parole-movimento: l’affetto ci porta verso qualcuno o qualcosa, l’emozione ci viene provocata da qualcuno o da qualcosa.
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