11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXI- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2024 È fisiologico un sistema partecipativo che veda la complementarità e la reciproca valorizzazione, non l’alternativa e nemmeno la sovrapposizione confusionaria fra associazioni e organi istituzionali della scuola. Nei periodi di grandi tensioni ideologiche, di mali imminenti o di beni a portata di mano, si trova la forza di mettere insieme associazioni di questo tipo e di sostenere e valorizzare la partecipazione scolastica. A qualche nobile minoranza efficiente e tenace, la cosa riesce anche in questa situazione paludosa, su entrambi i versanti. Ma il «lucro cessante e il danno emergente» per il tempo impiegato e gli scarsi risultati ottenuti sul piano formativo e sociale rendono quasi eroica questa partecipazione associativa di carattere promozionale e la stessa partecipazione educativa e gestionale nella scuola. Riscoprire oggi, anche in forma testimoniale, le parole forti degli anni ‘70 E tuttavia il coraggio uno se lo deve dare, perché situazioni educative e sociali attorcigliate e depressive come quelle che sta vivendo gran parte della nostra società, sul mondo dei genitori. I due principali raggruppamenti, AGe e CGD, erano espressione di visioni sociopolitiche diverse, ma non tanto da determinare ovunque spaccature. Talora si presentarono alle elezioni in liste contrapposte, talora in liste unitarie. Gruppi di riferimento e organi collegiali I gruppi di riferimento non sono scomparsi, dopo l’avvento degli organi collegiali, ma si sono sviluppati sul territorio nazionale, articolandosi in forme federative, aventi maggiore o minore forza di aggregazione e di elaborazione di proposte. Essi tengono in certo senso il posto che i partiti hanno nell’elaborazione dei programmi e nell’organizzazione delle elezioni amministrative e politiche. L’analogia è però piuttosto debole, perché le associazioni di genitori e di studenti (i docenti hanno, oltre a più anziane associazioni anche sindacati di categoria), per quanto importanti per la vita della scuola, non dispongono in Italia di una forza numerica, di un sostegno pubblico e di una capillarità che siano paragonabili a quello che accade in altri paesi europei. Le associazioni di genitori e quelle degli studenti, anche con i limiti attuali, hanno ottenuto qualche forma di legittimazione ministeriale, attraverso i rispettivi forum, a livello nazionale e locale. Si tratta di una ancor debole forma di riconoscimento di funzioni pubbliche esercitate da soggetti sociali sul piano del volontariato, analoghe a quelle che si svolgono nella scuola attraverso la partecipazione agli organi collegiali. Senza di loro però molte buone cose non si sarebbero fatte e non si farebbero. Sarebbe perciò auspicabile una maggior pubblicizzazione delle loro riunioni e delle iniziative realizzate, e un rilancio politico delle «formazioni sociali» di cui parla la Costituzione. Per quanto riguarda gli studenti, mi limito a ricordare che il famoso Statuto delle studentesse e degli studenti non avrebbe forse visto la luce, senza una interlocuzione forte del Ministro con il forum delle associazioni studentesche, che ora affiancano, senza confusione di ruoli, gli organi collegiali e le consulte, talora anche nelle scuole e non solo a livello provinciale e nazionale.
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