La Scuola e l'Uomo - n. 9-10- Settembre-Ottobre - 2024

9 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXI- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2024 di Brescia, che era stata costituita qualche anno prima, se ben ricordo, per impulso del preside Gioletta. Fui eletto in un consiglio di una ventina di persone, con un bottino di circa 250 voti. Ricordo che promuovemmo diverse iniziative, a cominciare da incontri serali per leggere e commentare la premessa ai programmi della scuola media e per prepararci al grande evento dei decreti delegati. Alle riunioni serali nella scuola, con grande magnanimità offertaci dal preside, partecipava una trentina di persone, le più motivate. A un corso articolato in 3 incontri serali sull’educazione sessuale, promosso dall’Associazione Genitori Virgilio, parteciparono circa 200 genitori (unico insegnante, mia moglie). Con riunioni dei genitori più disponibili confezionammo qualche numero di un giornalino d’istituto («Incontri a Tre»). Quando giunse finalmente il gran giorno delle elezioni per gli organi collegiali, sostenemmo con entusiasmo le relative operazioni. Chi fra noi fu eletto, partecipò ai consigli di classe e al consiglio d’istituto, spingendosi fino a chiedere che i genitori potessero assistere a qualche lezione (ottenendo la reazione allarmata dei docenti, per cui ritirammo a proposta in buon ordine). Complementarità e non alternatività fra associazionismo e partecipazione istituzionalizzata Eletti gli organi collegiali, l’Associazione Genitori Virgilio di fatto si sciolse, perché ci parve d’aver raggiunto l’obiettivo e di poter finalmente lavorare in strutture per natura loro dialogiche e in parte decisionali, nei consigli di classe e nei consigli d’istituto. La partecipazione di tutti i «soci» dell’associazione era ora garantita dall’assemblea generale prevista dalla legge, per i genitori come per gli studenti. Queste erano ormai le sedi ufficiali di comunicazione e di partecipazione alla gestione della scuola e qui bisognava impegnarsi: la legge ci aveva dato «la bicicletta» e con questa bisognava «pedalare». Non vedevamo una ragione valida per moltiplicare le riunioni, in sede associativa e in sede istituzionale, dato che l’istanza partecipativa e l’istanza rappresentativa finivano fondire criticamente la problematica pedagogica e a definire consapevolmente le reciproche responsabilità a livello di riflessione, di programmazione e di verifica. Pertanto, in tutte le situazioni in cui non esista da parte della famiglia la consapevolezza di tale precisa corresponsabilità pedagogica, è compito della Scuola promuoverla e sostenerla come condizione necessaria del realizzarsi della scuola stessa come istituto educativo». Prevedeva poi un «Comitato scuola e famiglia» sperimentale, che doveva essere considerato un organo deliberativo per le questioni relative all’assistenza scolastica e sanitaria e alle attività parascolastiche: di qui è iniziato il percorso che avrebbe portato alla legge delega e ai decreti delegati del ’74. Ricordo che Luigi Macario, allora segretario generale dei Metalmeccanici (FIM) mi diede un passaggio in macchina e mi disse: «o i decreti delegati o il caos». Tornando a casa dissi questa cosa a tavola con mio figlio che faceva allora la scuola media mi chiese:» Papi, ma sei anche tu un decreto delegato?» In effetti in quegli anni io m’impegnai su tutti i fronti, sia a livello locale, a Brescia, sia a livello nazionale, dove fui invitato come relatore dal Vicariato di Roma, dal card. Poletti, sotto la presidenza di Vittorio Bachelet, nell’Auditorium dell’Università pontificia urbaniana, e a Firenze per iniziativa della Democrazia cristiana, nel sottogruppo di un grande convegno nazionale presieduto dall’on Maria Badaloni, che fu poi anche presidente della commissione parlamentare che scrisse i decreti delegati. Ne ho parlato nell’intervento intitolato «Dal Risorgimento a Cittadinanza e Costituzione, sul filo della memoria», contenuto nel volume intitolato 150 anni di Scuola italiana per l’Unità, a cura di Pasquale Marro, edito dall’UCIIM e dall’AIMC, nel convegno nazionale 8-10 aprile 2011, a cui parteciparono quasi tutti i ministri e i sottosegretari allora viventi. La prima stagione dei decreti delegati in una scuola media di Brescia Quando entrarono in vigore i decreti delegati nel 1974 io ero presidente dell’Associazione genitori della scuola media Virgilio

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