La Scuola e l'Uomo - n. 9-10 - Settembre-Ottobre 2022

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2022 34 Chiuso l’orizzonte del tempo, ormai partecipe dell’infinito, superata la soglia del mistero. Tantissimi i ricordi tracciati del nostro o Antonio Pieretti, da cui emerge la professionalità eccellente e articolata, l’afflato umano e sociale non comune, la personalità di alto profilo per autorevolezza, profondità di pensiero e di sentire, razionalità coerente e non legata a schemi precostituiti, discrezione, disponibilità, affabilità e cortesia, statura etica. Basterà fare riferimento a internet per trovare notizie sul suo illustre curriculum accademico; sui suoi studi agostiniani e su temi filosofici innovativi; sulla capacità di relazionarsi con i filosofi di questo tempo e di collaborare con biblioteche, accademie, università europee ed intercontinentali; sui riconoscimenti al merito della Repubblica. Le numerose pubblicazioni meritano di essere studiate e approfondite per rintracciare l’uomo, la verità e il senso della vita, che non può essere contenuto nel «l’ambiguo volto della società dell’efficienza». A chi dell’UCIIM l’ha conosciuto, è stato membro del Consiglio Centrale e fonte di ispirazione filosofica, mancheranno la Sua presenza e la Sua parola illuminante; ci restano i Suoi preziosi scritti che aiutano a meditare e a cercare la via dell’uomo, «oltre lo smarrimento». Mi piace riportare l’ultimo pregevole contributo all’UCIIM (1): l’attenta panoramica della filosofia occidentale moderna e post-moderna, unita ad una puntuale analisi sociologica e alle possibili prospettive future, ci inquietano e coinvolgono. «…La critica del cogito e la ridefinizione del sapere non è l’unica minaccia contro la centralità del soggetto … se ne è affacciata un’altra ben più radicale: quella rappresentata dal cosiddetto “pensiero postumano”…», che ha origine nelle tecnologie più avanzate per cui «la nozione stessa di soggetto pensante diventerà obsoleta». Di fronte ad un tale rischio occorre un approccio olistico al sapere, una conoscenza globale, «ascoltare gli altri con mente aperta e libera da preconcetti… Occorre prendere decisioni consapevoli e responsabili… Non è solo dal punto di vista conoscitivo che dobbiamo riguardare l’uomo… ma anche dal punto di vista pratico. E la responsabilità è appunto il luogo in cui questa convergenza può attuarsi perché il piano della verità confluisce con quello dei valori che danno senso alla vita». Così l’essenza dell’uomo si articola nell’intreccio tra la coscienza della finitezza e l’esigenza della trascendenza: nell’interiorità di ciascuno. L’irreversibilità della condizione postumana può essere scongiurata con la «riabilitazione dell’esperienza etica». È questo un capitolo non da rileggere, ma da sminuzzare e meditare, per tentare di cogliere con sguardo limpido l’armonia dell’universo. A chi ha avuto il privilegio di sentire Antonio un caro Amico manca la possibilità di rincontrarlo, risentirlo ed arricchirsi culturalmente e spiritualmente, mancano il suo spontaneo sorriso fraterno e la sua forza positiva che aiutino ad affrontare con atteggiamento di serena speranza il percorso che ci sta dinnanzi, manca l’esempio di umiltà proprio dei Grandi e la sua connaturale testimonianza etica. Credo che Tu, indimenticabile Amico, rispondendo «attraverso la vicenda esistenziale», ad un disegno di trascendenza, abbia trovato riscontro inappellabile al domandare filosofico e colto il fondamento dell’Essere. OLTRE LO SMARRIMENTO Anna Bisazza Madeo, Consigliera nazionale emerita (1) Antonio Pieretti, Verso un nuovo umanesimo, in Ipotesi uomo, AVE – Roma, 2015, pagg. 21-37

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