La Scuola e l'Uomo - n. 9-10- Settembre-Ottobre 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2020 17 LA SCUOLA È RIPARTITA Vita Biundo, Dirigente Scolastica I.C. «Rita Levi Montalcini» di Partanna (TP) C’è chi è ancora in affanno e chi al 14 settembre era pronto. Chi ha già la mensa allestita per partire e chi invece fatica solo per assicurare l’orario ordinario, per mancanza di insegnanti cur- riculari e di sostegno. Chi attende i banchi monoposto ed usa la fantasia per la siste- mazione degli alunni nelle aule. Chi non ha neanche le aule e ricorre ai doppi turni o a tensostrutture al di fuori degli edifici. Pur in situazioni ampiamente variegate, ogni scuola, con difficoltà, fatica ed incer- tezza è ripartita, con grande senso di re- sponsabilità e un impegno straordinario da parte di tutta la comunità scolastica: dai dirigenti scolastici, ai docenti, ai collaboratori scolastici. Si è dato avvio ad un anno sco- lastico con tante domande sen- za risposte e con tanti problemi irrisolti. Ma la scuola sorprende sempre: si ritrova una forza intrinseca e una grande capacità ad affrontare le situa- zioni. Ciò perché ha un esercito di donne e uomini appassionati che la ama- no e che per essa si rimettono in discussione, superando ogni difficoltà. Testimone ne è il periodo di confinamento. Tutti quanti, dall’oggi al do- mani, sono diventati «esperti» digitali, sep- pur con insufficienti strumenti, affrontando con discreto successo la didattica digitale, ma soprattutto mantenendo viva la relazio- ne educativa con i piccoli e con i più grandi. Ci siamo occupati di banchi (con rotelle o meno), di distanze fra le rime buccali, di mascherine, di gel igienizzanti, di percorsi entrata-uscita, di medico competente, di aule e bagni, di referenti COVID, di test sie- rologici, di organici, di lavoratori «fragili», di nomine, ma adesso dobbiamo occuparci di quella umanità di cui abbiamo reclama- to la vicinanza nei mesi del distanziamen- to forzati: i nostri alunni, che tornano fra i banchi pieni di esperienze anche sofferte, ma sicuramente pieni di attese. Questo è un momento molto delicato e delicatissimo è il compito che attende gli insegnanti in un pre- sente che non è normale. Necessita una vi- sione pedagogica forte: la capacità di saper coniugare sicurezza e didattica, di recupera- re il pieno valore della relazione educativa, di rimotivare gli studenti allo studio, speri- mentando una progettualità educativa nella straordinarietà. Ma gli insegnanti? troppi sono i posti liberi di docen- ti curricolari e docenti di sostegno. Che grande re- sponsabilità abbia- mo nei confronti dei nostri studenti e so- prattutto di quelli più fragili. Forse si è perso tempo prezioso! In tutti questi mesi si è molto lavorato per risolvere problemi concreti, come il Protocollo per la riapertura di settembre, per lo svolgimen- to delle attività in sicurezza, ma molto c’è ancora da lavorare: eliminare la povertà educativa che è aumentata, soprattutto nel sud e nei territori deprivati, porre fine al- le classi pollaio, adoperarsi per un’edilizia moderna, introdurre la banda ultra larga per ogni scuola, aumentare il numero dei collaboratori scolastici, Queste credo siano alcuni elementi di base del programma per una scuola che renda vero l’articolo 3 della Costituzione. Senza scuola non ci sono diritti. Che i riflettori sulla scuola rimangano ac- cesi e non solo nei tempi di Coronavirus! Riflessioni dei dirigenti
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