La Scuola e l'Uomo - n. 9-10- Settembre-Ottobre 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2020 16 formato da una programmazione individuale sistematica, dall’organizzazione didattica per Dipartimenti, da una pianificazione collegia- le in Consiglio di Classe? Pare che il Covid-19 abbia fatto saltare tutto, abbia consegnato i docenti (e gli studenti di conseguenza) all’im- provvisazione, al «facciamo verifiche finché siamo in aula perché dopo non si sa» o allo «spieghiamo finché possibile, perché in un amen potremmo ritrovarci a casa»… Non è certo il modo migliore per garantire la formazione ai nostri studenti, soprattutto in un Liceo, che ha obiettivi seri da perse- guire, traguardi da raggiungere per nuove ripartenze… Io, come docente «tecnologica», in tutto questo marasma, opterei per tornare alla se- rena tranquillità della Didattica a Distanza: i miei alunni sono informatizzati, alcuni gap sono già stati colmati nello scorso lockdown … Ma poi mi chiedo: quanti docenti nel nostro Paese sono pronti ad affrontare nuovamente una Didattica «da dietro ad un video»? Quanti sono stati messi in condizione di formarsi, di rivedere la propria impostazione, di entra- re nello sconcertante ordine di idee che la scuola è davvero cambiata e che, Covid o non Covid, dobbiamo fare i conti in modo irrever- sibile con tutti questi mutamenti nell’ottica del digitale e della tecnologia? E poi però c’è ancora da chiedersi: ma que- sta nuova scuola saprà tenere conto davvero dei bisogni di tutti? Degli studenti più grandi, che cercano informazione, e di quelli più pic- coli che hanno bisogno anche di educazione alla vita attraverso il contatto reale con i loro Maestri e con la comunità dei loro compagni. Credo che la risposta a tutte queste do- mande, oggi, non ci sia: nascondiamoci pure dietro l’alibi dell’«emergenza», che è l’unico appiglio che ci resta per illuderci che oggi, nel 2020 afflitto da una pandemia, «almeno la Scuola sia un punto fermo»… Mah… «Ai poste- ri l’ardua sentenza» ha già detto qualcuno… UN ANNO SCOLASTICO IN SALITA Maddalena Remus, Liceo linguistico «Rosa Stam- pa», Vercelli Tra mille dubbi ed incertezze l’anno scola- stico 2020-2021 è ripartito con lezioni in pre- senza. Non invidio i Dirigenti Scolastici che hanno dovuto fare «miracoli» per apprestare aule idonee a mantenere il distanziamento, per fornire i propri istituti di tutti i dispositivi di protezione individuale (mascherine, visiere, camici monouso) e di tutti gli strumenti per igienizzare e sanificare. Dal punto di vista del- la sicurezza degli ambienti, almeno nell’Isti- tuto in cui insegno, non c’è nulla da eccepire. Tuttavia (e non ne faccio colpa a nessuno), l’anno è «in salita». Dopo l’entusiasmo dei primi giorni, senti il logorio di una situazione che non è ancora risolta: qualche classe in isolamento fiduciario, i colleghi a casa.. e tu pensi: oggi è andata e domani? Questa incer- tezza compromette la serenità nell’articolare una programmazione di ampio respiro. Per me almeno, è così. Ho l’impressione di navigare a vista. È vero che il l ockdown ci ha felice- mente costretti ad acquisire competenze nella Didattica a Distanza, ma paradossalmente sa- rebbe più facile per me sapere di dover pro- grammare tutto in modalità DaD o tutto secon- do le metodologie della didattica in presenza. Inoltre, mentre giornali, tv e internet con- tinuano a martellare notizie sulla curva cre- scente dei contagi, anche i piccoli problemi di salute diventano macigni. Oggi ho chiesto tre giorni di malattia per il consueto raffred- dore e mal di gola che prendo tutti gli anni di questa stagione. Non ho febbre né ho mai chiesto malattia per questo motivo (anzi ne- gli anni passati non esitavo ad andare a scuola con la febbre). Tuttavia la situazione surreale che stiamo vivendo mi ha fatto pensare che un raffreddore evidente avrebbe messo a disagio e in allarme sia i colleghi che i ragazzi. Mi sarei quindi sentita in colpa e in imbarazzo. Mi so- no anche riletta le disposizioni della circolare d’inizio anno. D’altra parte mi sento in colpa ugualmente perché so benissimo che ho creato difficoltà per le sostituzioni. Se dovesse capitare un’altra volta (e mi au- guro di no, ovviamente…) potrò andare a scuo- la comunque, in assenza di febbre? L’ho chie- sto al mio Dirigente Scolastico: spero proprio che mi risponda di sì.

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