La Scuola e l'Uomo - n. 9-10- Settembre-Ottobre 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2020 14 ESSERE DOCENTI Paola Invernizzi, Liceo classico «Luigi Lagran- gia», Vercelli E finalmente settembre! Quel rientro, tanto invocato in molte conversazioni fin da marzo, ora è carico di dubbi, timori, ansie: la sicu- rezza, il cambiamento di un ritmo divenuto ormai abituale, le nuove procedure, i PAI e i PIA… sembra tutto complicato e faticoso. E, dunque, finalmente settembre: nonostante i corridoi deserti, gli adesivi sul pavimento per i distanziamenti, gli erogatori di gel disinfettan- te, le mascherine, siamo tornati a guardarci negli occhi, siamo tornati a cogliere anche solo dallo sguardo le emozioni dei nostri studenti e a riconoscere i loro bisogni formativi. So che non potrò corrispondere ai loro bi- sogni con le stesse strategie che avrei uti- lizzato in passato, ma non posso negare una certa soddisfazione, quando, durante lezioni di recupero o di potenziamento, verifico che quanto svolto in didattica a distanza è di- ventato patrimonio culturale solido per mol- ti alunni. Allora questo inizio di anno scolastico si colora di una tinta nuova: la consapevolez- za di avere acquisito, per la nostra pratica didattica quotidiana, strumenti in più, che abbiamo giocoforza imparato ad usare e che si sono rivelati efficaci nella misura in cui abbiamo creduto nella nostra missione docente. Riflessioni dei docenti Di seguito alcune brevi e significative riflessioni emerse nell’esperienza quotidiana di do- centi che sperimentano «sul campo» in prima persona la novità della DaD/DDI ai tempi del Covid-19. Esperienze che mettono in luce le difficoltà di mantenere viva la relazione educa- tiva, ma che sottolineano l’importanza della funzione educativa offerta dai docenti. Arnaldo GIZZARELLI, Presidente regionale UCIIM Piemonte INSIEME A SCUOLA Gianna Buffa, Liceo artistico «Ambrogio Alciati», Vercelli Durante il lockdown l’apporto degli alunni per sperimentare e poi realizzare le video- lezioni è stato fondamentale. È stato bello collaborare insieme perché la scuola andasse avanti e fosse garantita una certa normalità alla nostra vita che era stata travolta. Per pura coincidenza io stavo facendo Boccaccio e quindi in quelle ore di lezione ci isolavamo dall’ansia e dalle preoccupazioni leggendo insieme le novelle come la brigata fiorentina del 1300. Quando ci siamo rivisti in presen- za dai loro visi ho notato una maggiore at- tenzione e impegno per la scuola, anche da parte degli alunni più dispersivi. È come se si fossero resi conto dell’importanza e della bellezza di questa parte della loro vita che hanno sempre dato per scontata. La stessa cosa vale anche per me che ho ricominciato a vivere il giorno in cui sono ritornata in classe. Un discorso a parte vale per le attuali pri- me che sono incontenibili ed esuberanti, si avverte in loro il bisogno di parlare e di re- lazionarsi dal vivo con i compagni e con me; frequentemente interrompono con le loro domande, magari non pertinenti, ma biso- gnose di attenzione. Per loro sono un punto di riferimento costante e, a parole, mi tra- smettono tutti la loro stima e considerazione. Indipendentemente dalle varie, possibili e numerose critiche, questa terribile espe- rienza ha permesso a noi e ai nostri alunni di apprezzare la Scuola, senza la quale non potremmo vivere.

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