La Scuola e l'Uomo - n. 9-10- Settembre-Ottobre 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2020 13 che mi ha insegnato a conquistare, le ambi- zioni che mi ha spronato a coltivare, il carat- tere che mi ha aiutato a costruire. L’anno a cui andiamo incontro non si prospetta semplice, è evidente; eppure è un anno che può davvero insegnarci qual- cosa: ad essere consapevoli del fatto che dietro la nostra cultura vi è un lavoro im- menso; ad essere fattivi, poiché le difficol- tà vanno affrontate con impegno e costan- za. Con la fiducia che i prossimi studenti possano vivere la scuola con spensieratezza e serenità. Il primo giorno di scuola è sempre stato per me fin dalle elementari un giorno mol- to emozionante. Pensare di rivedere i miei compagni, nonché amici, dopo mesi di va- canza è fantastico e mi ha sempre molto rallegrata. Quest’anno 2020 è stato diverso da tutti gli altri anni, perché con l’arrivo del corona- virus a febbraio le scuole hanno dovuto chiu- dere e la percezione dell’ambiente scolasti- co - che prima frequentavo con i professori e i compagni - è praticamente svanita. Passato agosto ho incominciato sempre di più a realizzare che di lì a poco avrei iniziato un nuovo anno scolastico completamente di- verso dagli altri, a partire dalle nuove norme da rispettare per evitare i contagi tra le per- sone. Avevo paura di prendere i mezzi per il tragitto di andata e ritorno, avevo paura che la scuola dovesse dividere le classi per via delle aule troppo piccole per accoglierci tutti e che quindi avrei perso i contatti con i compagni con cui ho legato l’anno scorso. Per fortuna la mia scuola è riuscita a farci rimanere uniti nella nostra classe rispettan- do però il giusto distanziamento e tutelando, così, la nostra salute. Avevo anche paura di non riuscire a segui- re bene le lezioni online, che per me in qua- l’abbiamo perduta. La delicata situazione attuale ha costretto la scuola a fare un no- tevole sacrificio: limitare l’aggregazione e la socialità dei suoi componenti. Mai prima d’ora avevo compreso l’immenso valore di un caffè in compagnia nel corridoio, di una passeggiata nel cortile durante l’intervallo, di un abbraccio rincuorante con un’amica dopo una pessima interrogazione. Inizio il mio ultimo anno di liceo irrequie- ta, ma speranzosa, e medito su tutto ciò che la scuola mi ha offerto fino ad ora: la base culturale che mi ha consegnato, gli obiettivi rantena sono state più complicate rispetto a quelle che svolgevo normalmente in presen- za a scuola. I miei timori tutt’ora sono la paura del contagio, soprattutto per la mia famiglia, e persiste la paura dei mezzi pubblici, anche se ho notato che, per fortuna, la maggior parte delle persone rispetta le norme anti-Covid. Spero che tutte le persone siano ab- bastanza intelligenti da rispettare queste norme fatte apposta per evitare il ripetersi della situazione di inizio 2020; anche perché a pensarci bene non ci vuole molto: basta mettersi una mascherina sul volto quando siamo a contatto con altre persone per sal- vaguardare la nostra salute e quella di chi ci circonda. Avrei sognato di passare 5 anni di scuo- la superiore pieni di emozioni ed esperien- ze nuove e positive, ma per ora questo mio sogno è per forza «limitato», perché molte delle cose che potevo fare nella mia scuo- la - anche quelle più semplici, come passare gli intervalli in giro per le classi e nei corri- doi, svolgere l’attività fisica con oggetti di palestra o chiacchierare presso le semplici macchinette e il bar - adesso, per motivi di sicurezza, non si possono fare più. Sono sicura però che se rispetteremo le regole tutto questo finirà al più presto e noi potremo tornare a vivere come pochi me- si fa: senza mascherine né distanziamenti, senza più contagi né morti per Covid; insom- ma, potremo tornare alla completa e sempli- ce normalità che credo a tutti manchi più di qualsiasi altra cosa. CHIACCHIERARE IN GRUPPO A RICREAZIONE… Silvia Cutino, 2^ grafica – IIS Caterina da Siena, Milano

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