Settembre-Ottobre 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 34 Il miglior modo per educare i miei figli è quello di occuparmi della educazione dei loro amici e compagni (Luciano Corradini, Presi- dente nazionale UCIIM). Riflettiamoci sopra con le seguenti domande: Con chi - Per chi - Perché - Dove e Quando - Affinché… Basta per iniziare un laboratorio su educa- zione e autoeducazione... Premessa Ho incontrato in tempi diversi, ma a breve distanza di tempo, dei miei «Ragazzi» a cui ho fatto catechismo per la Cresima. Io ho già preso la ottantina e loro sono sul- la quarantina ed hanno figli in varia età evo- lutiva, quindi sono alle prese con i problemi educativi nella società complessa del nostro tempo, densa di rischi e di nuove prospettive, di problemi, di crisi e di nuove risorse a livello planetario. Non abbiamo più il piacere del- le cose durevoli . I rapporti sono sostituiti da connessione (Baumann e la società liquida). Oggi si ha una gran voglia di non appartenere a nessuno, sulla scia di un concetto errato di libertà e male interpretato . Io ho nipoti, una aggiunta di gioie con pre- occupazioni, e sono interessato ed indiret- tamente operativo in ambito di educazione tramite il racconto e la narrazione e lo studio sulla valenza educativa del cammino-pelle- grinaggio, e sto inseguendo idee per trovare qualche strategia che aiuti ad educare le nuo- ve generazioni, e salvarli anche dagli applausi da funerale . Ho altre frasi da di ispirazione laboratoriale, utili se ritorniamo a raccontare e a camminare. —— L’uomo scopre nel mondo solo quello che ha dentro di sé; ma ha bisogno del mondo per scoprire quello che ha dentro di sé. (H. von Hafmannsthal). —— Dio disse ad Abramo: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria…». In parole origi- nali Leck leckà, cioè Vai verso te stesso… —— Dammi un consiglio e lo seguirò, insegna- mi ed imparerò; raccontami una storia e la porterò sempre nel mio cuore. (Saggio orientale). —— È bello essere fatti della parte migliore dei nostri amici; le cose peggiori possiamo im- pararle da soli. —— Non sei tu che fai il cammino, è il cammino che ti fa. ( Rodolfo Tonelli ) indottrinamento (per il quale si deve stare seduti per un ascolto esiguamente attivo) ma per spirito di iniziativa, in corrispondenza alla capacità inventiva e creativa proprie dell’u- mano. Tra l’altro, tutto ciò che collima con la creatività affascina e invoglia la persona a partecipare con interesse. Con la strategia del laboratorio è gioco- forza rimboccarsi le maniche, sulla linea del detto popolare: se hai bisogno di una mano, guarda per primo in fondo al tuo braccio . Pertanto, un intenzionalità o un progetto educativi esigono una successione di opera- zioni che, semplificate, ma degne di essere svolte puntualmente: • prendere atto di un problema; • analisi della situazione; • ricerca delle risorse in loco (istituzioni e singole persone); • programmazione delle attività. Si può essere incoraggiati per il fatto che lo Spirito Santo non può aver messo da noi i problemi ed aver distribuito i suoi doni tutti da altre parti. Nella nostra storia di qualche decennio ab- biamo avuto delle buone indicazioni dai papi che si sono succeduti, a partire da Papa Gio- vanni e, a seguire, Paolo VI, Papa Luciani (che ci ha lasciato apposta un campo di ricerca) Papa Wojtyla, Benedetto e Francesco, ognu- no dei quali ha affrontato la realtà con una sua angolazione prospettica, specifica voca- zione-chiamata. Gli ultimi due, coesistenti, credo non a caso, ci richiamano con i loro nomi Benedet- to da Norcia, riconosciuto patrono d’Europa, e Francesco d’Assisi, innamorato della Natura e della semplicità evangelica, tali da dare in- dicazioni di pensiero e di azione. Intenzionalmente non voglio aggiungere altro, per non contraddirmi, rischiando di fare il conferenziere, però mi urge una sorta di suggerimento di lavoro, alla stregua di un argomento da svolgere in tutta libertà e cre- atività. A Scuola un tema d’Italiano era per l’intera classe, ma in piena libertà di svolgi- mento, facendo ricorso alle proprie esperien- ze e competenze. Una semplice frase, che a me ha fat- to pensare molto, molto mi ha dato ed era corrispondente ai miei impegni educativi in atto:
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