Settembre-Ottobre 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 32 Ma tutto questo avrebbe richiesto più tempo, sia per gestire l’aspetto emotivo del cambia- mento, sia per consentire alla scuola di ri- modulare il proprio modo di proporre i sape- ri, non più come nuclei indipendenti, ma co- me strumenti trasversali di pensiero. Questo esame, a nostro giudizio, precede e prepara il vero banco di prova, che è la vita, nella quale difficilmente si conosce con certezza o largo anticipo cosa accadrà, chi si incontrerà e cosa si dovrà affrontare. La tanto criticata «busta», emblema della paura di ogni stu- dente d’Italia che sembrava cancellare ogni certezza derivante dallo studio ben fatto, è servita invece per far mettere in campo a tutti noi le migliori risorse personali in ter- mini di coraggio, energia, dedizione, linfa vitale dei grandi passaggi di questa maturità 2019. Qualunque siano le intenzioni del MIUR per il futuro, ci auguriamo che l’esame di Stato continui ad essere un «vero» esame di maturità perché non torni ad essere classi- ficato solamente come un passo conclusivo di un percorso di studi, ma soprattutto co- me slancio vitale nell’educazione alla vita. I l percorso formativo dell’anno scolastico 2018/2019 è stato caratterizzato da mo- menti di grande incertezza e preoccupa- zione per tutti noi studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado, in quanto coinvolti nell’attuazione della rifor- ma, approvata il 13 aprile 2017, riguardante il nuovo Esame di Stato. Tra nuovi criteri di giu- dizio, modalità di ammissione e buste «scono- sciute», ecco qui riportata la testimonianza dei nostri vissuti, in quanto veri protagonisti. Da studentesse del Liceo Classico dell’E- ducandato «Maria Adelaide» di Palermo, ab- biamo vissuto e percepito un senso di smar- rimento profondo generato da informazioni sulle nuove modalità di esame piuttosto frammentarie, ma nel contempo travolgenti, che ci ponevano di fronte a numerosi inter- rogativi, che molto spesso rimanevano senza risposta, anche da parte dei nostri docenti, altrettanto smarriti e sorpresi. Nessuna cer- tezza fino ad anno scolastico inoltrato. Sono state le simulazioni d’esame, previste dal MIUR, a tentare di far luce su diversi pun- ti oscuri e così, con coraggio e sostenuti da buona volontà, abbiamo de- ciso di trasformare l’ansia in impegno e le novità in una sfida entusiasmante. Forse le riflessioni personali e le com- petenze che le nuove tipolo- gie di prova richiedevano, ci facevano sentire più a nostro agio, maggiormente conside- rati come persone capaci di «maturità». Nulla di precon- fezionato, di scontato, di au- tomatico; piuttosto una prova di «vita», di consapevolezza, di autonomia di pensiero e di espressione. Quale migliore riconoscimento per anni di impegno, di fatica, di studio! Alessia Clemente, Alissa Dolce, Vincenza Giaconia, studentesse maturate nell’a.s. 2018/2019 MATURITÀ 2019: LA NUOVA RIFORMA

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