Settembre-Ottobre 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 27 • le simulazioni, spesso lasciate all’inizia- tiva, e alla bravura, di singoli insegnan- ti perché è venuto meno il controllo in- crociato degli organi collegiali e, quasi sempre, la mancata supervisione del di- rigente, che ha preferito delegare ad un docente tale compito delicato; • la spinta al cambiamento si è espressa abbastanza efficacemente ma non pochi docenti han- no vissuto con perplessità la prospettiva dello svolgimen- to della prova orale; le cose sono apparse più produtti- ve laddove il collegio aveva aperto una discussione senza pregiudizi sull’esigenza di al- cune modificazioni da appor- tare all’iter già praticato; • della I^ prova è stata apprezzata la varietà dei pos- sibili sviluppi, con preferenza per la soluzione argomentati- va rispetto all’analisi testua- le con commento; • la seconda prova, detta anche d’indirizzo, non ha dato luogo, per l’aspetto formale, a particolari difficoltà; i licei classico e scientifico hanno gestito in modo adegua- to l’abbinamento latino/greco e quello matematico/fisico. Diversa la valutazione sul contenuto, ritenuto da non pochi stu- denti complesso e, talvolta, oscuro. Più agevole e moderno è parso l’argomento della prova per i licei delle scienze umane in quanto il tema del livellamento delle differenze culturali è molto sentito e il riferimento a d. L. Milani è parso partico- larmente efficace; • l’eliminazione delle III^ prova scritta, che era apparsa troppo complessa e mutevole da istituto ad istituto; in realtà non si è trattato di semplice abolizione ma di una diversa distribuzione degli accertamenti, fatti rifluire verso altre prove; • la prova orale (colloquio) con 3 buste a di- sposizione del candidato e con migliorato collegamento tra le varie discipline; • l’alternanza scuola-lavoro è stata oggetto di particolare valutazione da parte degli studenti che si sono espressi a favore di quella operata all’esterno alla scuola ri- A chi ha a cuore la serietà e il credito del- le istituzioni educative rimane la perplessità riguardo al silenzio del Ministero, che do- vrebbe chiarire la distinzione tra valutazione formativa ( diritto di tutti ), che contiene le competenze acquisite ed utili allo sviluppo e all’autoaffermazione di ciascuna persona ( autonomia personale) e valutazione cer- tificativo-sommativa ( opportunità per tut- ti ), che evidenzia le competenze acquisite e socialmente spendibili. Una società civile ed evoluta ha bisogno di persone in grado di svolgere funzioni e compiti anche speciali- stici, conseguenza di studi e di applicazioni significative, che vanno ben oltre la generi- cità di quanto serve al singolo per la propria espressività. Non si richiama qui la distinzio- ne, del resto poco corretta, fra normalità e disabilità ma il riconoscimento di competen- ze, che sono frutto di volontà e seria appli- cazione, che l’esame intende riconoscere. Le nuove modalità dell’esame hanno evi- denziato: 1. migliore attenzione al percorso scolastico nel triennio; 2. esperienze più efficaci di interconnessio- ne insegnanti-alunni-genitori; 3. maggior valore al credito formativo con 40 punti su 100; 4. bilanciata distribuzione del punteggio complessivo (40+20+20+20); 5. Semplificazione delle prove, passate da 3+1 a 2+1. I cambiamenti più significativi e, sembra anche più condivisi, sono stati:

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