Settembre-Ottobre 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 23 università, ma anche quei soggetti che in- tervengono sul versante delle competenze non formali con una qualificata progettua- lità formativa da ricercare soprattutto nel campo del privato sociale. È la prima volta che questi ultimi vengono legittimati, a con- dizione che siano riconosciuti dalle regioni medesime. Si attendeva un segnale di avvio per un intervento significativo, anche se al- cune regioni avevano iniziato ad indicare gli invitati ai tavoli di programmazione, mentre altre manifestavano una visione diversa, ri- tenendo l’apprendimento permanente come sinonimo di formazione continua, cioè lega- ta solamente al mondo del lavoro. In man- canza di un’azione più incisiva da parte del variegato mondo degli enti locali è sceso in campo il MIUR, che ha chiamato a sé i vari protagonisti in un convegno su un tema, quello delle reti territoriali, che in assenza di altre proposte potrebbero sempre essere prontamente sostituite dai CPIA, che goden- do di una normativa elastica arriverebbero ad interessarsi di entrambi gli aspetti, con maggiori garanzie di stabilità sul territorio nazionale anche per quanto riguarda la cer- tificazione delle competenze non formali, che manca ancora di indicazioni operative ufficiali. Si sa che il privato sociale è un’enti- tà instabile, meglio affidarsi alla burocrazia per i «documenti», peccato che per il loro ri- conoscimento valga di più l’incontro diretto tra domanda e offerta piuttosto che la me- diazione del classico pezzo di carta. stimonianze, libri, giornali, media, scambi, ecc. Nel campo del no-profit, tra domanda e offerta, si avrà modo di lavorare su una formazione specifica per il volontariato, sia per gli adulti, ma sempre più necessaria an- che per i giovani, come frutto maturo della promozione sociale. L’apprendimento permanente usa la nuo- va conoscenza per intervenire sulla real- tà, risolvere nuovi problemi o utilizzare le «competenze residue» e gli spazi di parte- cipazione. La formazione entra nel welfare aziendale per i lavoratori, che per loro stessi e per i loro familiari possono incrociare com- petenze professionali e generali con espe- rienze lavorative e con persone che magari quel lavoro lo hanno lasciato per termine della carriera. Strategia utile, come si è det- to, anche per rimotivare i disoccupati. Imparare le lingue oggi è sempre più ri- chiesto da una popolazione che ricerca nei sistemi formativi la dimensione internazio- nale, perché i giovani hanno acquisito una notevole mobilità e le istituzioni europee hanno potenziato gli scambi (Erasmus, ecc.); per converso gli adulti devono acquisire una formazione linguistica di ritorno se vogliono parlare oggi con i figli sparsi nel mondo o col- tivare relazioni amicali, oltre che professio- nali. Una società dunque che vuole avere con- sapevolezza delle proprie esigenze sul piano economico, tecnologico, organizzativo, deve passare attraverso le domande culturali che ne sono l’inter- pretazione nella vita personale e sociale, oltre che per dare senso a progetti di lavoro e di vita. La governance di questo pro- cesso è affidata, come si è det- to, ad una rete regionale alla quale partecipa- no le strutture del l ’apprendi - mento formale: scuole, CPIA e

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