Settembre-Ottobre 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 22 ra elezione, ma si può utilizzare anche per età e finalità diverse il «contratto formati- vo» e il «bilancio di competenze». La valu- tazione è più radicata per le realtà formali e tende a scemare su altri fronti anche se è annunciata, però gli utenti possono espri- mere apprezzamento per quanto ricevuto (questionari di gradimento). La certificazio- ne è allo studio sul piano istituzionale, ma il rilascio di alcuni documenti che meglio descrivono la partecipazione ai percorsi può avere un valore di soddisfazione personale, ma anche di crediti che potremmo definire liberi di essere riconosciuti nella realtà in cui i soggetti vivono, ma anche lavorano, non- ché per altre attività formative. Per fare promozione sociale attraverso la cultura e la formazione c’è bisogno di: • Motivare costantemente le persone, sia attraverso un’offerta qualificata, de- sumibile dai questionari di gradimen- to, sia con occasioni di socializzazione • Consolidare i rapporti tra le perso- ne, utilizzando i corsi che consento- no una frequentazione assidua, al- meno per un certo periodo di tempo • Favorire la partecipazione attiva dei frequentanti, diminuire le lezioni fron- tali, organizzare piccoli gruppi che aiutino l’operatività e la relazione, la peer-education , anche al fine di favo- rire l’aggregazione spontanea e la cre- azione di circoli culturali, noti nella pedagogia degli adulti del nord Europa • Realizzare momenti di socializzazio- ne anche negli stessi corsi: residen- zialità, pausa-caffè, lavori di gruppo • Sollecitare la produzione di materiali e/o attività culturali per far cogliere l’im- portanza di lasciar qualcosa agli altri, a cui il corsista ha contribuito, come esito del lavoro svolto, per porre in relazione quanto fatto a scuola con la vita attiva. Un mix tra competenze formali e non per sviluppare gli interessi delle persone e la riconversione culturale, fino ad arrivare a nuovi titoli, e professionale, soprattutto per i disoccupati. Si tratta inoltre per tut- ta la vita di un’importante occasione inter- culturale; oltre all’investimento sulle lingue straniere si può migliorare la collaborazione con gli immigrati e le loro associazioni: te- ta inespresso di cui la persona stessa non è pienamente consapevole. Nel non formale è possibile superare le distanze generazionali offrendo occasioni di reciproca comprensio- ne ed anche far crescere una popolazione di diverse nazionalità, lingue e culture, oggi per forza sempre più conviventi, nell’espres- sione della cittadinanza, anche al fine di fa- vorire l’interscambio e la solidarietà. Il cerchio si chiuderà con il disegno di leg- ge sull’invecchiamento attivo che si rivolge alle persone anziane, che sono in aumento, che mantengono il desiderio e la possibilità di progettare nuove esperienze, superando così la separatezza che caratterizza il modo di concepire le diverse stagioni della vita. Un articolo di quella proposta mette in evidenza l’importanza della formazione permanente degli anziani, sostenendo le Università del- la terza età e valorizzando i loro saperi e le competenze mediante progetti in collabora- zione con le scuole di ogni ordine e grado. L’invecchiamento attivo, spiega il testo, è un processo che promuove la continua capa- cità del soggetto di ridefinire e riaggiornare il proprio progetto di vita attraverso azioni volte ad ottimizzare il benessere, la salute, la sicurezza e la partecipazione alle attività sociali allo scopo di migliorare la qualità del- la vita e di affermare la dignità della perso- na nel corso dell’invecchiamento. L’offerta formativa non può riguardare il recupero di discipline tralasciate in gioventù, ma educa- re a guardare avanti, alla realtà in continuo cambiamento e sostenere la motivazione all’apprendere, affrontando i fenomeni nel tempo, in un’ottica interdisciplinare. Una parte importante del lavoro didat- tico è affidata alla documentazione ed alla comunicazione dei risultati dei percorsi formativi, che da un lato vogliono essere il consolidamento delle competenze acquisite, e, dall’altro, uno strumento di divulgazione finalizzato ad occupare un suo spazio nella comunità. Si tratterà di utilizzare le TIC sia per informare delle attività, sia per realizza- re formazione a distanza, sia per comunicare in diretta video e costituire banche dati. La collaborazione con i media locali consentirà di raggiungere le persone nelle loro case, luoghi di lavoro e di aggregazione. I corsi in presenza sono costituiti per libe-

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