Settembre-Ottobre 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 19 sgressioni e sanno benissimo quali sono i loro doveri. Il direttore spiega che la scuola presta molta cura a creare una buona atmosfera ed un’efficace relazione con gli studenti e con i genitori e che gli insegnanti hanno l’autorità e devono essere rispettati; la socializzazione della maggioranza degli studenti risulta po- sitiva; prima di tutto nell’ambito della classe e della scuola, anche fuori dell’istituzione. Il collegio è diventato un modello per le scuole che vorrebbero offrire un ambiente scolasti- co sicuro dove gli studenti possano acquisire anche le competenze sociali per loro futura vita nella società, basata sui principi demo- cratici, diritti umani, come pure sulla cultu- ra europea oltre a quella legata all’Austria, dove vivono. L’inclusione e l’integrazione nel contesto europeo era il concetto chiave anche nella relazione del dr. Mazal, che ha preso come punto di partenza il Rapporto OCSE, Orga- nizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, 2018. Tra le sfide da affrontare ha sottolineato non solo quelle relative al Quadro Europeo delle Qualifiche, che prende in considerazio- ne le conoscenze, abilità e le competenze, ma anche quelle più generali. Il problema dell’uguaglianza e delle opportunità nel campo scolastico, non solo in riferimento agli studenti immigrati, emerge come un proble- ma ancora da risolvere. Nella seconda parte del suo discorso il dr. Mazal ha trattato la si- tuazione in Austria – soprattutto la migrazio- ne, il ruolo normativo della Convenzione sui diritti umani e l’importanza dell’immagine dell’uomo. L’uomo deve essere visto come individuo e membro della società, regolata dalla legge, e perciò il ruolo della scuola deve essere sottolineato; però devono es- sere presi in considerazione anche i compiti del sistema sociale, del mercato del lavoro, della famiglia. A mio avviso, si potrebbe concludere che questo potrebbe essere uno dei grandi mes- saggi del convegno, che ha presentato non solo gli aspetti della situazione scolastica in Europa, ma anche alcune soluzioni che po- trebbero migliorare non solo la scuola, che ha un ruolo primario nell’integrazione dei giovani nella vita e nella cultura, ma la so- cietà intera. A questa domanda impegnativa hanno cercato di rispondere docenti e dirigenti ap- partenenti a 13 paesi europei. Le relazioni di base sono state tenute da Dr. Christian Klar, direttore del Collegio Franz-Jonas-Eu- ropaschule (Wien) e dal professore dr. Wol- fgang Mazal (Wien), presidente dell’Istitu- to austriaco per la ricerca sulla famiglia e membro dirigente dell’Istituto austriaco del diritto sociale e del lavoro. Il contenuto delle due relazioni è stato discusso in gruppi di lavoro, come pure il rapporto sulle misure adottate in Slovenia per assicurare la scolarizzazione adeguata ai gruppi specifici, come ipovedenti e cie- chi. Certo, lo scopo del rapporto sull’inte- grazione e l’inclusione dei bambini e gio- vani, bisognosi di una educazione specifica per via della loro salute, era di stimolare lo scambio delle informazioni e la discussio- ne. È stato evidente che gli insegnanti sono consci della problematica e che il dilemma dell’inclusione, sia nelle scuole specializza- te sia nelle scuole generali, è affrontato in varie maniere. Il tono al convegno è stato dato soprattut- to dalle due relazioni che hanno illustrato la complessità della situazione in cui si trova la scuola in vari paesi europei. La prima, che ha aperto il Convegno, è stata quella del dr. Klar che ha affrontato il tema delle sfide dell’integrazione degli stu- denti, in località con un forte tasso d’immi- grati di religione islamica. Dal 2014 la sua scuola ha subito un gran cambiamento nella struttura degli iscritti. L’aumento del nume- ro di quelli appartenenti alle culture islami- che non ha creato solo delle sfide «attese», cioè quelle a livello pedagogico e didattico, per via delle scarse competenze linguistiche e delle differenze tra i programmi scolastici, ma anche quelle legate al comportamento spesso difficile e problematico. Perciò la sua scuola ha deciso di creare un regolamento interno che si è mostrato molto efficace. Il regolamento viene spiegato ai genitori e agli studenti prima dell’iscrizione. Le regole sono sintetiche e chiaramente formulate. Gli studenti conoscono le conseguenze delle tra- Prosegue da pag. 18
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