Settembre-Ottobre 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 V Giuseppe Adernò, Dirigente scolastico IC Parini di Catania to allo studente non scaturisce, quindi, da personali sensazioni e opinioni soggettive, ma risulta da documentata partecipazione attiva e risposta adeguata agli stimoli cultu- rali e formativi ricevuti e acquisiti. Il portfolio delle competenze, che diven- ta così personalizzato, raccoglie e documen- ta le esperienze che ogni studente ha condi- viso, indicando i segni di un’autovalutazione di sintesi per ciascuna delle attività svolte, adoperando la formula: « Oggi ho capito che… Ho imparato… Sono convinto di… M’impegno ad agire secondo…». Nella scuola si svolgono tante attività, si promuovono iniziative e progetti, ma spesso manca il momento magico della sintesi fina- le e personalizzata, che costituisce la vera essenza dell’efficacia dell’attività svolta, quale momento di concentrazione, di assi- milazione e di riflessione personale, Se questo esercizio non viene svolto con puntualità e precisione, la proposta d’in- segnamento non produce apprendimento e quindi non contribuisce alla modifica del modo di pensare, di sentire e di agire dello studente e spesso i ragazzi, quando tornano a casa dopo aver fatto qualcosa di diverso dall’ordinario scolastico, affrontando temati- che di legalità e di educazione civica, ai ge- nitori che chiedono: «Cosa avete fatto oggi a scuola?» rispondono, gettando la cartella a terra, con un banale e superficiale: «Niente!» Eppure sono state svolte attività, pro- getti, iniziative, incontri di ampliamento dell’offerta formativa che hanno impegna- to la scuola e i docenti nell’organizzazione dell’evento e dell’attività, ma se la risposta è quel tragico «Niente!», è necessario rive- dere alcuni passaggi e colmare dei vuoti tra i quali quello dell’autovalutazione al termine di ogni attività e progetto. M entre il MIUR prepara le Linee gui- da per l’insegnamento trasversale dell’Educazione civica, si propo- ne alle scuole di mettere in atto l’avvio di un portfolio di documentazione e di com- petenze del senso civico scaturito dalle opportunità formative che la scuola of- fre ai propri studenti e sarebbe auspicabi- le che tali opportunità fossero destinate agli studenti di tutte le classi della scuola. La logica del portfolio delle competen- ze che è stata avviata e applicata per alcuni anni nella scuola, (Riforma Moratti – Prof. Bertagna) consente di documentare e diven- tare memoria delle attività proposte, delle esperienze realizzate che contribuiscono e formare, rinsaldare, consolidare le compe- tenze civiche nell’ottica della formazione del cittadino attivo e responsabile. Pianificare per classe le proposte culturali e formative del senso civico, sviluppando i molteplici ambiti di azione dell’educazione civica, significa predisporre un «piano di la- voro» organico e graduale di approfondimen- ti che si riferiscono allo studio della Costi- tuzione, all’ordinamento democratico dello Stato, alla cultura europea, ai diversi ambiti educativi pertinenti all’educazione: digita- le, stradale, alla salute, all’ambiente, alla legalità, all’affettività, al rispetto, (bulli- smo), alla cultura di genere, alla solidarietà e all’accoglienza. Per ciascuno di questi ambiti, un vero ca- leidoscopio educativo, si possono predispor- re interventi diversi per classi e in un quadro sinottico di gradualità si completa il percor- so formativo del ciclo primario e del ciclo secondario, raggiungendo le tappe di verifica e di valutazione del processo formativo delle competenze di cittadinanza. Il voto che collegialmente viene assegna- PORTFOLIO DELLE COMPETENZE DI CITTADINANZA BUONA PRATICA PER L’EDUCAZIONE CIVICA TRASVERSALE

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