Settembre-Ottobre 2019

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2019 IV perché tutto il dibattito congressuale ruotò intorno al seguente titolo: « L’insegnamento della Costituzione e l’educazione civica ». Di lì a poco gli insegnanti italiani sarebbe- ro stati chiamati a dare prova della loro ef- fettiva maturità civica e sociale in attuazio- ne del decreto che porta il nome dell’allora Ministro della P. I. Aldo Moro che nel 1958 introdusse l’Educazione Civica come discipli- na autonoma. Nel lungo corso del suo mandato la Presi- dente nazionale Emerita, Cesarina Checcac- ci, da poco scomparsa, si è sempre battuta perché non venisse disatteso l’impegno per l’Educazione civica: a fronte delle nuove esigenze di maturazione civica, riteneva che lo sviluppo di tale insegnamento (dell’Edu- cazione Civica) dovesse avere una dimensio- ne più ampia, da lei concepita come vera e propria educazione politica, nel termine più nobile ed alto del suo significato. Negli ultimi anni è stato l’Emerito Presi- dente nazionale UCIIM Luciano Corradini a rilanciare il concetto di Costituzione quale fonte di cittadinanza attiva e responsabile, della necessità di una alleanza tra scuola, famiglia e società, dell’indispensabilità di una educazione alla legalità per creare cit- tadini attivi. Nel gennaio 2017 l’UCIIM ha celebrato il suo XXV° Congresso nazionale sul tema « La Costituzione fonte di convivenza civile » la cui preparazione, con la presentazione di un corposo dossier e gli atti conseguenti, ha ampiamente confermato quanto ci stiano a cuore i percorsi di educazione alla legalità, alla giustizia ed alla corresponsabilità che si intrecciano con la vita quotidiana dei citta- dini e soprattutto dei giovani studenti. Oggi, finalmente, siamo giunti con la re- cente legge 92 del 2019 a ricollocare l’inse- gnamento dell’Educazione Civica nel conte- sto delle discipline curricolari. Alcuni aspetti tecnici non sono, però, ancora chiari e desta- no molte perplessità nel mondo della scuola. Per questo ci sentiamo di condividere la scel- ta compiuta dal Consiglio Superiore della P.I. di non dare parere favorevole per il corrente anno scolastico alla sperimentazione. Siamo dell’avviso, infatti, che l’anno in corso debba essere utilizzato per formare Dirigenti e docenti, per un approccio corret- to all’insegnamento dell’Educazione Civica e per renderli consapevoli della portata della innovazione e della grande attesa presente nella società riguardo ai risultati di un più diffuso senso civico. Riteniamo altresì che debbano essere predisposte le linee guida finalizzate a de- finire obiettivi specifici di apprendimento e traguardi di competenze a cui portare gli studenti. Anche noi siamo convinti che sia fonda- mentale riproporre con più determinazione e coraggio il «Patto educativo di Correspon- sabilità» tra Scuola, famiglie e Istituzioni del territorio, per renderlo praticabile, funzio- nale alle diverse posizioni di responsabilità dei soggetti preposti alla educazione e for- mazione dei giovani. Le Scuole della Rete che hanno accettato di partecipare a questo progetto, l’Universi- tà di Bari e l’UCIIM, hanno battuto tutti sui tempi ed oggi possono avvalersi dei risultati di questa ricerca ai fini della formazione del personale scolastico con ricadute positive sugli studenti. Soprattutto perché l’esperienza dimostra che non basta citare la Costituzione o legge- re qualche articolo in modo burocratico o ri- tuale. Occorre capire il senso che i nostri pa- dri costituenti hanno inteso affidare a quelle norme, coglierne e farne cogliere le ragioni, le potenzialità, i danni che potrebbero deri- vare dalla non applicazione e i benefici che invece conseguirebbero al loro rispetto ge- nerale e sostanziale. Auguri di buon lavoro che nello spirito ucimino significa realizzare risultati positivi.

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